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Vigoressia
Disturbo legato ad un’ossessione per il tono muscolare, l’allenamento e la forma del proprio corpo.
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Vigoressia: cosa significa?
La prima descrizione della vigoressia (o bigoressia) compare in un noto articolo del 1993 all’interno di una rivista scientifica in cui gli psichiatri Pope, Katz e Hudson la definirono come “anoressia inversa” contrapponendola all’anoressia nervosa. Nel DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) viene classificata come “disturbo di dismorfismo corporeo” e inserita tra i disturbi dello spettro ossessivo-compulsivo.
Cause e sintomi della vigoressia
I disturbi alimentari sono un problema sanitario crescente in tutto il mondo e quelli atipici sono sempre più comuni nei paesi sviluppati. Il disturbo dell’immagine corporea è una caratteristica distintiva di anoressia nervosa e bulimia nervosa ed è molto comune anche nel disturbo da alimentazione incontrollata. Il disturbo dell’immagine corporea è alla base anche della dismorfia muscolare, meglio conosciuta come vigoressia o bigoressia o, ancora, sindrome di Adone. La società attuale, totalmente immersa nel vortice dei social media e permeata dalla cultura della dieta, è artefice dell’ossessione per il corpo perfetto, e questo ha contribuito alla diffusione dei disturbi alimentari e della vigoressia.
Tuttavia, le persone affette da dismorfismo corporeo sono tipicamente preoccupate per elementi specifici del loro aspetto come i capelli o il naso, mentre la vigoressia, analogamente ai disturbi alimentari, è caratterizzata da disagio per le dimensioni e la forma generale del corpo. Inoltre, le persone con vigoressia si impegnano in regimi dietetici estremi e protocolli di esercizio fisico eccessivo per ottenere la forma corporea desiderata, caratteristica comune anche tra le persone con disturbo alimentare. Per le sue caratteristiche, la vigoressia è un disturbo a cavallo tra diverse categorie diagnostiche.
La diagnosi
La vigoressia è caratterizzata dalla preoccupazione che il proprio corpo sia troppo piccolo o insufficientemente muscoloso. I gruppi più a rischio sono i giovani adulti di sesso maschile di età compresa tra i 25 e i 35 anni, seguiti da quelli tra i 18 e i 24 anni; tuttavia, è stato evidenziato un incremento negli uomini over 40. Sebbene interessi principalmente la popolazione maschile, il disturbo può colpire anche le donne, specialmente nell’ambito dello sport agonistico e professionale.
I bodybuilder, per via delle caratteristiche intrinseche delle competizioni, rappresentano una categoria particolarmente a rischio.
La diagnosi di vigoressia prevede la presenza di sintomi specifici, quali una marcata dipendenza dall’esercizio fisico, unita a un’attenzione eccessiva nei confronti di una dieta, spesso auto-prescritta, rigida e monotona; compromissione in aree importanti del funzionamento sociale, occupazionale e relazionale; necessità di sviluppare sempre più massa muscolare, che conduce spesso a un abuso di sostanze illegali, in particolare gli steroidi anabolizzanti.
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Chi soffre di vigoressia?
Uno studio del 2019, pubblicato sul Californian Journal of Health Promotion, ha analizzato il livello di autostima e la percezione della propria immagine corporea in 149 adolescenti. Quasi un terzo dei partecipanti, di età compresa tra 11 e 18 anni, ha manifestato insoddisfazione riguardo al proprio corpo. Gli atleti erano più inclini all’insoddisfazione rispetto ai non atleti, e la maggior parte desiderava “aumentare la massa muscolare”, specialmente in aree come petto, braccia e addominali.
Alcune ricerche suggeriscono che, a causa di tale insoddisfazione corporea, circa il 2% delle persone sviluppi la vigoressia. Tuttavia, la cifra reale potrebbe essere più alta, poiché molti adolescenti potrebbero soffrire di dismorfia muscolare senza saperlo e senza una diagnosi formale. Questo è dovuto alla scarsa conoscenza del disturbo, che porta molte persone a fronteggiarlo in solitudine.
L’impatto sulla salute mentale
La vigoressia causa sofferenza psicologica dovuta a vari fattori, tra cui un’insoddisfazione patologica per la propria massa muscolare, ritenuta insufficiente anche in presenza di notevole ipertrofia; una sopravvalutazione della forma fisica ideale e un’influenza sproporzionata delle forme corporee sull’autostima. L’insoddisfazione corporea è associata ad altri sintomi comportamentali, compresi il declino sociale e lavorativo per via delle attività finalizzate a mantenere rigorosamente i programmi dietetici e sportivi e l’evitamento delle situazioni in cui il corpo è esposto, come lo spogliatoio o la spiaggia. Il disturbo è associato con ansia, depressione, nevroticismo, perfezionismo e bassa autostima. Se l’uso di steroidi anabolizzanti sia una causa o un effetto della vigoressia resta ancora da determinare, tuttavia le prove suggeriscono che l’uso di tali sostanze sia un fattore perpetuante. L’eccessivo allenamento fisico può portare a lesioni muscolari, articolari e tendinee, oltre a un aumentato rischio di disidratazione e sovrallenamento.
L’ossessione per l’aspetto fisico può slatentizzare o peggiorare i sintomi di un disturbo alimentare, come l’ortoressia nervosa, definita come una preoccupazione eccessiva per il cibo sano. Tra i gruppi maggiormente a rischio figurano gli sportivi; inoltre, una diminuzione del livello di soddisfazione corporea si associa a un aumento della tendenza verso comportamenti alimentari ortoressici.
Vigoressia: come uscirne?
Il trattamento della vigoressia prevede un approccio multidisciplinare che coinvolge dietologi, psicologi e medici dello sport; in casi selezionati può essere necessario l’intervento farmacologico. La terapia cognitivo-comportamentale può essere efficace nel modificare i modelli di pensiero distorti e promuovere l’accettazione di sé. Per agire a scopo preventivo è importante educare sull’importanza di un approccio equilibrato alla salute e all’accettazione della diversità dei corpi, ed è fondamentale promuovere un’immagine positiva del corpo e contrastare i messaggi negativi e omologanti diffusi dai media.
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