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Body Avoiding (evitamento dello specchio o del proprio corpo)

Nel contesto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DCA) e del disturbo da dismorfismo corporeo, il termine body avoiding si riferisce a un insieme di comportamenti protettivi messi in atto per evitare il contatto visivo, tattile o mentale con il proprio corpo o con parti specifiche di esso. Sebbene meno discusso rispetto al suo opposto, il body checking (il controllo ossessivo del corpo), il body avoiding rappresenta una manifestazione altrettanto significativa della sofferenza psicologica legata all’immagine corporea.

Che cos’è il body avoiding

L’evitamento del corpo è una strategia di coping disfunzionale utilizzata per gestire l’intensa ansia, il disgusto o il senso di colpa che la persona prova nei confronti della propria fisicità. Invece di monitorare costantemente ogni variazione di peso o forma, l’individuo cerca di “cancellare” la presenza del corpo dalla propria consapevolezza quotidiana. Questo comportamento non è indice di una mancanza di interesse per l’aspetto fisico : al contrario, nasce da una ipervalutazione del peso e della forma del corpo così estrema che l’unico modo per tollerare l’angoscia è evitare qualsiasi stimolo che possa richiamare l’attenzione sulla propria immagine.

Manifestazioni comuni del body avoiding

Il body avoiding può declinarsi in numerose forme, che variano da sottili abitudini quotidiane a vere e proprie limitazioni della libertà personale. Tra i comportamenti più frequenti troviamo :

  • Evitamento degli specchi : coprire gli specchi in casa, distogliere lo sguardo quando si passa davanti a vetrine o superfici riflettenti, o lavarsi al buio per non vedere il proprio riflesso.
  • Abbigliamento camuffante : indossare esclusivamente abiti molto larghi, pesanti o a più strati (baggy clothes) per nascondere completamente le forme del corpo, anche in condizioni climatiche non idonee.
  • Evitamento del contatto tattile : provare disagio o rifiutare il contatto fisico con gli altri o evitare di toccare parti specifiche del proprio corpo durante la cura personale.
  • Ritiro sociale : evitare situazioni in cui il corpo è inevitabilmente più esposto, come spiagge, piscine, palestre o persino negozi di abbigliamento per il timore di doversi misurare dei vestiti.
  • Rifiuto di fotografie : evitare categoricamente di essere fotografati o filmati per non dover affrontare la propria immagine cristallizzata in uno scatto.

Il legame con il body checking

È fondamentale comprendere che body checking e body avoiding non si escludono a vicenda. Spesso, la persona oscilla tra i due estremi : può trascorrere ore a controllare minuziosamente un presunto difetto (controllo) per poi passare giorni a nascondersi completamente (evitamento) dopo aver percepito un fallimento nel raggiungimento dei propri standard ideali. Entrambi i comportamenti alimentano il medesimo circolo vizioso : impediscono una percezione realistica e globale di sé, mantenendo l’attenzione focalizzata su una visione distorta e frammentata del corpo.

Perché l’evitamento è dannoso

Sebbene l’evitamento possa offrire un sollievo momentaneo dall’ansia, a lungo termine è estremamente controproducente per diverse ragioni :

  • Mantiene le credenze distorte : non guardandosi mai, la persona non ha la possibilità di smentire le proprie paure irrazionali riguardo alla propria forma fisica.
  • Aumenta l’ansia : la paura di “scoprire” qualcosa di orribile cresce proporzionalmente al tempo trascorso lontano dallo specchio.
  • Isolamento sociale : le restrizioni comportamentali necessarie per evitare il corpo portano spesso a un progressivo ritiro dalle attività sociali e relazionali.
  • Ostacola la guarigione : nei percorsi di cura per i DCA, l’evitamento impedisce lo sviluppo di un rapporto di accettazione o neutralità verso la propria fisicità.

Approcci terapeutici

Il trattamento d’elezione per superare il body avoiding è la terapia cognitivo-comportamentale migliorata (CBT-E). Una delle tecniche più efficaci è l’esposizione graduale, che può includere la mirror exposure (esposizione allo specchio). Sotto la guida di uno specialista, la persona impara a osservare il proprio corpo in modo oggettivo e non giudicante, riducendo gradualmente l’uso di abiti coprenti e riprendendo le attività sociali precedentemente evitate. L’obiettivo non è necessariamente “amare” il proprio corpo, ma normalizzare il rapporto con esso, togliendogli il potere di determinare interamente il valore personale e la qualità della vita.

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