Il glicogeno epatico rappresenta la principale riserva di carboidrati del corpo umano situata all’interno del fegato. Si tratta di un polimero complesso, ovvero una macromolecola composta da lunghe catene ramificate di molecole di glucosio legate tra loro. Nel contesto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DCA), comprendere il ruolo e il funzionamento di questa riserva energetica è fondamentale per interpretare i meccanismi biologici che sottendono alla fame, alla sazietà e alle conseguenze fisiche della restrizione alimentare prolungata.
Il fegato agisce come un vero e proprio glucostato per l’organismo. La sua funzione principale legata al glicogeno è il mantenimento dell’omeostasi glicemica, ovvero la regolazione dei livelli di zucchero nel sangue (glicemia). Quando mangiamo, i carboidrati vengono scomposti in glucosio; quello in eccesso rispetto alle necessità immediate viene immagazzinato nel fegato sotto forma di glicogeno attraverso un processo chiamato glicogenosintesi. Al contrario, durante il digiuno o tra un pasto e l’altro, il fegato demolisce il glicogeno per rilasciare glucosio nel flusso sanguigno : questo processo, noto come glicogenolisi, assicura che organi vitali come il cervello ricevano un apporto costante di energia.
È importante distinguere tra le riserve epatiche e quelle presenti nei muscoli, poiché assolvono a compiti differenti :
Il fegato immagazzina circa un terzo del glicogeno totale del corpo (circa 80-100 grammi in un adulto sano), mentre i muscoli contengono la restante parte. Tuttavia, la riserva epatica è quella che viene esaurita più rapidamente durante il digiuno, solitamente entro 12-24 ore.
Nei pazienti affetti da Anoressia Nervosa o che praticano una restrizione dietetica severa, le riserve di glicogeno epatico sono costantemente ridotte o esaurite. Questa condizione attiva la gluconeogenesi, un processo metabolico che sintetizza glucosio a partire da precursori non glucidici, come gli amminoacidi derivanti dalla degradazione delle proteine muscolari. Questo porta a una progressiva perdita di massa magra e a un senso di spossatezza cronica.
Inoltre, la carenza di glicogeno influenza profondamente i segnali di fame :
Un aspetto spesso fonte di ansia nei DCA è la variazione del peso legata allo stoccaggio del glicogeno. Il glicogeno viene immagazzinato insieme all’acqua in un rapporto di circa 1:3. Ciò significa che per ogni grammo di glicogeno, l’organismo trattiene circa tre grammi di acqua. Di conseguenza, dopo un pasto ricco di carboidrati o durante la fase di rialimentazione, l’aumento di peso iniziale è spesso dovuto al ripristino delle scorte di glicogeno epatico e all’acqua associata, e non a un aumento della massa grassa.
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