Nel linguaggio dei social media, in particolare su piattaforme come TikTok e Instagram, il termine glow-up indica una trasformazione positiva che riguarda l’aspetto fisico, lo stile o la fiducia in se stessi. Sebbene l’idea di migliorare la propria salute e il proprio benessere sia intrinsecamente positiva, la cultura digitale ha trasformato questo concetto in una pressione sociale costante verso la perfezione estetica. In ambito clinico e psicologico, specialmente per quanto riguarda i disturbi del comportamento alimentare (DCA), il mito del glow-up può diventare estremamente pericoloso, promuovendo l’idea che il valore di una persona sia direttamente proporzionale alla sua capacità di cambiare drasticamente il proprio corpo in tempi brevissimi.
La tossicità del glow-up risiede principalmente nella sua natura performativa e nella velocità richiesta per il cambiamento. I video “prima e dopo” creano l’illusione che una metamorfosi fisica radicale possa avvenire senza sforzi prolungati o conseguenze psicologiche. Questo meccanismo alimenta diverse dinamiche disfunzionali :
Per chi soffre di un disturbo alimentare o ha una vulnerabilità pregressa, la cultura del glow-up agisce come un potente trigger. La ricerca della trasformazione diventa spesso il paravento dietro cui si nascondono comportamenti patologici. Molti percorsi venduti come miglioramento dello stile di vita sono in realtà forme di restrizione dietetica estrema, esercizio fisico compulsivo o ossessione per la “pulizia” alimentare (ortoressia). In questo contesto, il glow-up non è più un’evoluzione, ma una forma di punizione e controllo verso un corpo che non viene accettato.
Quando il miglioramento diventa una performance, l’obiettivo non è più stare bene, ma ottenere l’approvazione degli altri attraverso i like e i commenti positivi. Questo sposta il baricentro dell’autostima all’esterno : se il glow-up non viene riconosciuto o validato dagli altri, la persona sperimenta un profondo senso di fallimento. La tossicità emerge quando l’individuo sente di dover nascondere le proprie vulnerabilità, le proprie imperfezioni e i momenti di difficoltà per mantenere viva l’immagine della “trasformazione perfetta”.
Per contrastare la tossicità della trasformazione rapida, è fondamentale ridefinire il concetto di crescita. Un vero percorso di benessere non dovrebbe essere una corsa verso un traguardo estetico, ma un processo graduale che rispetta i tempi e le caratteristiche uniche di ogni individuo. Gli elementi chiave per un approccio sano includono :
In conclusione, è essenziale sviluppare uno sguardo critico verso i contenuti social che promuovono trasformazioni lampo. Il valore di un essere umano è intrinseco e non necessita di un glow-up per essere legittimato.
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