La nutrizione clinica, spesso definita nutrizione artificiale (NA), è una procedura terapeutica complessa finalizzata a soddisfare i fabbisogni nutrizionali di individui che non sono in grado di alimentarsi a sufficienza attraverso la via naturale. All’interno del percorso di cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DCA), come l’anoressia nervosa grave, questa pratica può diventare un intervento salvavita necessario per contrastare la malnutrizione estrema e ripristinare le funzioni vitali dell’organismo.
La nutrizione artificiale si divide principalmente in due grandi categorie :
Nel contesto della nutrizione enterale, i due strumenti principali utilizzati sono il SNG e la PEG. La scelta tra i due dipende principalmente dalla durata prevista del trattamento e dalle condizioni cliniche del paziente :
Si ricorre alla nutrizione artificiale quando l’apporto orale è assente, insufficiente o controindicato. In ambito clinico, gli obiettivi principali sono :
prevenire o trattare la malnutrizione proteico-calorica; ridurre il rischio di complicazioni legate al digiuno prolungato; gestire lo stato di ipercatabolismo (consumo accelerato di energia dovuto alla malattia); migliorare la qualità della vita e favorire il recupero fisico necessario per affrontare la terapia psicologica. Nei pazienti affetti da DCA, la nutrizione artificiale viene utilizzata con estrema cautela e sotto stretto monitoraggio medico, specialmente per prevenire la sindrome da rialimentazione, una complicanza metabolica potenzialmente grave che può verificarsi quando si introduce cibo troppo velocemente in un corpo gravemente debilitato.
La nutrizione e l’idratazione artificiale sono considerate a tutti gli effetti trattamenti sanitari. Come tali, richiedono il consenso informato del paziente e devono basarsi su un’attenta valutazione dei benefici rispetto ai rischi. La gestione quotidiana richiede norme igieniche rigorose per evitare infezioni della cute (nel caso della PEG) o occlusioni della sonda. È fondamentale che la somministrazione avvenga con modalità precise, spesso utilizzando una nutripompa per garantire un flusso costante e ridurre disturbi come nausea, gonfiore addominale o diarrea. In conclusione, la nutrizione artificiale non è solo un supporto tecnico, ma un pilastro della cura integrata che mira a restituire al paziente la forza biologica necessaria per riprendere, quando possibile, un’alimentazione naturale e consapevole.
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