Le proteine plasmatiche rappresentano un insieme eterogeneo di macromolecole circolanti nel torrente ematico, fondamentali per il mantenimento dell’omeostasi e del benessere complessivo dell’organismo. All’interno del plasma, la componente liquida del sangue, queste proteine svolgono una miriade di funzioni vitali che spaziano dal trasporto di nutrienti alla difesa immunitaria. Nel contesto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DCA), il monitoraggio della loro concentrazione è un parametro clinico imprescindibile, poiché riflette lo stato nutrizionale e la funzionalità degli organi vitali del paziente.
Sebbene esistano centinaia di proteine diverse disciolte nel sangue, la maggior parte viene raggruppata in grandi categorie attraverso un esame chiamato elettroforesi capillare. Le principali classi includono :
Le proteine plasmatiche non sono semplici “passeggere” del sangue, ma attori protagonisti della fisiologia umana. Una delle loro funzioni più critiche è la regolazione della pressione colloido-osmotica (o pressione oncotica). Questa forza impedisce ai liquidi di fuoriuscire dai vasi sanguigni verso i tessuti circostanti : se i livelli proteici calano drasticamente, il corpo inizia a soffrire di edemi, ovvero accumuli di liquido che causano gonfiori visibili.
Inoltre, queste proteine agiscono come efficienti trasportatori. Molte sostanze necessarie alla vita, come gli ormoni, le vitamine liposolubili, il ferro e persino i farmaci, non possono circolare liberamente nel plasma perché non sono idrosolubili. Esse si legano alle proteine plasmatiche per essere veicolate ai tessuti bersaglio. Infine, fungono da sistema tampone per mantenere il pH del sangue entro limiti estremamente ristretti, garantendo che le reazioni biochimiche cellulari avvengano correttamente.
Per uno specialista in disturbi alimentari, i livelli di proteine plasmatiche sono indicatori preziosi della gravità della patologia. In condizioni di grave restrizione calorica o malnutrizione proteica, come spesso accade nell’anoressia nervosa, il corpo non riceve abbastanza aminoacidi per sintetizzare nuove proteine. Di conseguenza, i livelli di albumina e prealbumina iniziano a scendere.
È importante notare che :
Un calo significativo delle proteine plasmatiche può portare alla comparsa di edemi da fame, spesso localizzati agli arti inferiori, e a una compromissione del sistema immunitario, rendendo il paziente più vulnerabile alle infezioni. Inoltre, la carenza proteica influisce sulla capacità di guarigione delle ferite e sulla corretta distribuzione dei farmaci assunti durante il percorso di cura.
Durante il trattamento di un disturbo alimentare, il ripristino dei valori normali di proteine plasmatiche è uno degli obiettivi primari dell’équipe multidisciplinare. Tuttavia, questo processo deve essere gestito con estrema cautela per evitare complicanze metaboliche. La normalizzazione della proteinemia indica che il fegato sta riprendendo la sua corretta attività sintetica e che l’apporto proteico-calorico è diventato sufficiente a coprire i fabbisogni basali dell’organismo. Il monitoraggio costante permette di personalizzare il piano nutrizionale e di garantire che il corpo stia effettivamente ricostituendo le proprie riserve vitali.
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