La semaglutide è un farmaco innovativo appartenente alla classe degli agonisti del recettore del GLP-1 (glucagon-like peptide-1), una molecola che ha rivoluzionato il trattamento del diabete di tipo 2 e, più recentemente, dell’obesità e del sovrappeso. Grazie alla sua capacità di mimare l’azione di un ormone naturale prodotto dall’intestino, la semaglutide interviene in modo mirato su diversi processi metabolici e neurologici che regolano l’appetito e il senso di sazietà.
Il funzionamento della semaglutide si basa sulla sua somiglianza strutturale con l’ormone umano GLP-1. Una volta somministrata, solitamente tramite iniezione sottocutanea settimanale, la molecola si lega ai recettori specifici situati in vari organi :
Oltre al calo ponderale, che negli studi clinici ha raggiunto medie significative comprese tra il 10% e il 20% del peso corporeo, la semaglutide offre benefici cardiovascolari e renali, riducendo il rischio di infarto, ictus e progressione delle malattie renali in pazienti ad alto rischio.
L’uso della semaglutide nel contesto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione è un tema di estrema delicatezza clinica. Se da un lato il farmaco può aiutare a ridurre gli episodi di abbuffata nel Binge Eating Disorder (BED) grazie al controllo dell’impulso alimentare, dall’altro presenta rischi significativi :
In pazienti con una storia di restrizione cognitiva o anoressia nervosa, l’effetto anoressizzante del farmaco può alimentare ulteriormente il desiderio di controllo sul corpo e portare a malnutrizione severa. Inoltre, gli effetti collaterali gastrointestinali come nausea e vomito possono essere erroneamente utilizzati come strumenti di compensazione disfunzionale. Per queste ragioni, la prescrizione in soggetti con DCA deve essere valutata con estrema cautela da un’équipe multidisciplinare.
Sebbene sia considerato un farmaco sicuro sotto stretto controllo medico, la semaglutide può causare diversi effetti indesiderati, solitamente transitori e legati al dosaggio :
Il trattamento è controindicato in gravidanza, in caso di diabete di tipo 1, insufficienza renale grave o storia familiare di particolari tumori midollari della tiroide. È fondamentale ricordare che la semaglutide non è una soluzione magica : la sua efficacia è massima quando inserita in un percorso terapeutico che comprenda una dieta bilanciata e attività fisica regolare.
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