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Ipertrofia delle ghiandole parotidi

L’ipertrofia delle ghiandole parotidi è una condizione clinica caratterizzata dall’ingrossamento non neoplastico e generalmente non infiammatorio delle principali ghiandole salivari, situate bilateralmente tra il condotto uditivo esterno e l’angolo della mandibola. Nel contesto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DCA), questo fenomeno è particolarmente comune nei pazienti che adottano condotte di compenso come il vomito autoindotto, tipico della bulimia nervosa e del sottotipo purgativo dell’anoressia nervosa. Questo gonfiore, che può essere sia mono che bilaterale, conferisce al viso un aspetto tipicamente “paffuto” o arrotondato, simile a quello causato dalla parotite virale (i comuni orecchioni), creando spesso un profondo disagio psicologico nel paziente.

Meccanismi fisiopatologici nei DCA

L’insorgenza dell’ipertrofia parotidea nei disturbi alimentari non è ancora del tutto chiarita, ma si ritiene sia legata a diversi fattori :

  • Stimolazione meccanica e chimica : il frequente passaggio di materiale acido proveniente dallo stomaco durante gli episodi di vomito stimola eccessivamente le ghiandole salivari a produrre saliva per proteggere la mucosa del cavo orale.
  • Sialoadenosi : si tratta di una degenerazione non infiammatoria del tessuto ghiandolare. Il rigurgito continuo causerebbe una stimolazione dei nervi simpatici, portando a un accumulo di granuli di zimogeno (precursori degli enzimi digestivi) all’interno delle cellule delle ghiandole, causandone l’ingrossamento.
  • Squilibri elettrolitici : la perdita di potassio e cloro tipica delle condotte purgative può alterare la normale funzionalità secretoria delle ghiandole.

Sintomi e manifestazioni cliniche

L’ipertrofia delle parotidi si presenta come una tumefazione che può variare in volume nel tempo, spesso correlata alla frequenza dei comportamenti di eliminazione. Le caratteristiche principali includono :

  • Ingrossamento indolore : nella maggior parte dei casi la ghiandola è aumentata di volume ma non provoca dolore alla palpazione, a meno che non si sovrapponga un’infezione (scialoadenite).
  • Aspetto del volto : il gonfiore altera i lineamenti, portando il paziente a percepirsi come più “grasso”, alimentando così il circolo vizioso della restrizione e del vomito.
  • Bocca secca : nonostante l’ingrossamento, la qualità e la quantità della saliva possono essere alterate, portando a xerostomia (secchezza orale).

Implicazioni psicologiche e trattamento

Dal punto di vista psicologico, l’ipertrofia delle parotidi è una complicanza molto temuta perché rende visibile il disturbo e altera l’immagine corporea in modo sgradito al paziente. Il trattamento principale consiste nella cessazione dei comportamenti di compenso : nella maggior parte dei casi, con la regolarizzazione dell’alimentazione e la fine degli episodi di vomito, l’ingrossamento tende a regredire spontaneamente in un periodo che va da alcune settimane a pochi mesi. In alcuni casi clinici, per gestire il fastidio o l’infiammazione associata, possono essere indicati sialogoghi (sostanze che stimolano la salivazione), impacchi caldi o, raramente, farmaci specifici sotto stretto controllo medico.

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