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Densità minerale ossea (MOC)

La densità minerale ossea, spesso misurata tramite l’esame della MOC (mineralometria ossea computerizzata), rappresenta un indicatore fondamentale della salute dello scheletro. Questo valore esprime la quantità di sali minerali, in particolare calcio e fosforo, presenti in un determinato volume di tessuto osseo. Nei pazienti affetti da disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DCA), il monitoraggio di questo parametro è di vitale importanza, poiché le ossa sono tra i primi organi a subire danni a causa della malnutrizione, spesso in modo silenzioso e invisibile.

Che cos’è la MOC e come funziona

La mineralometria ossea computerizzata, nota anche come densitometria ossea o DEXA, è la tecnica diagnostica d’elezione per valutare la robustezza delle ossa e diagnosticare condizioni come l’osteopenia o l’osteoporosi. L’esame utilizza una dose molto bassa di raggi X per scansionare segmenti specifici, solitamente la colonna lombare e il femore, oppure l’intero corpo (MOC total body). I risultati vengono espressi attraverso due parametri principali :

  • T-score : confronta la densità ossea del paziente con quella di un giovane adulto sano del medesimo sesso. Un valore superiore a -1 è considerato normale; tra -1 e -2.5 indica osteopenia; sotto -2.5 segnala osteoporosi.
  • Z-score : confronta il valore con quello di persone della stessa età e genere. È particolarmente utile per valutare la salute ossea nei bambini, negli adolescenti e nei giovani adulti, popolazioni spesso colpite dai disturbi alimentari.

L’impatto dei disturbi alimentari sulle ossa

I disturbi alimentari non colpiscono solo il peso corporeo, ma alterano profondamente il metabolismo osseo. Il danno è spesso multifattoriale e può verificarsi anche in tempi brevi dall’esordio della patologia. Le cause principali includono :

  • Malnutrizione proteico-energetica : la carenza di nutrienti essenziali come calcio, vitamina D e proteine impedisce alle ossa di rigenerarsi correttamente.
  • Squilibri ormonali : la riduzione degli estrogeni (che porta all’amenorrea nelle donne) e del testosterone negli uomini accelera il riassorbimento osseo.
  • Aumento del cortisolo : lo stress psicofisico cronico eleva i livelli di ormone dello stress, che ha un effetto catabolico, ovvero distrugge il tessuto osseo.
  • Eccesso di attività fisica : se praticata in condizioni di forte sottopeso, l’attività fisica non stimola l’osso ma lo indebolisce ulteriormente, aumentando il rischio di fratture da stress.

Prevenzione e monitoraggio

Poiché la perdita di densità ossea non causa dolore finché non avviene una frattura, la diagnosi precoce è essenziale. Le linee guida suggeriscono di eseguire una MOC dopo sei mesi di amenorrea nelle donne o in presenza di una grave e prolungata malnutrizione negli uomini. Intervenire tempestivamente è fondamentale soprattutto negli adolescenti, poiché questa è la fase in cui si costruisce il picco di massa ossea, ovvero la riserva minerale che servirà per tutto il resto della vita.

Trattamento e recupero della massa ossea

Il recupero della densità minerale ossea è un processo lento che richiede un approccio integrato. Il pilastro principale è il ripristino del peso corporeo salutare e, nelle donne, la ripresa del ciclo mestruale spontaneo. Spesso è necessaria l’integrazione di calcio e vitamina D, insieme a un piano alimentare bilanciato. In casi di osteoporosi grave, lo specialista può valutare l’uso di farmaci specifici, sebbene la riabilitazione nutrizionale rimanga la strategia più efficace per arrestare il danno e promuovere la mineralizzazione dello scheletro.

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