Il fabbisogno energetico rappresenta la quantità di energia di origine alimentare necessaria a compensare il dispendio energetico di un individuo. Questo valore è fondamentale per mantenere uno stato di salute ottimale, garantire la corretta crescita nei bambini e permettere lo svolgimento di tutte le funzioni fisiologiche e delle attività quotidiane. In ambito clinico, e specialmente nel trattamento dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, la comprensione del fabbisogno energetico è il primo passo per impostare una riabilitazione nutrizionale efficace.
Il dispendio energetico totale di una persona non è un valore statico, ma è composto da diverse voci che interagiscono tra loro :
Nei pazienti affetti da patologie come l’Anoressia Nervosa o la Bulimia Nervosa, il concetto di fabbisogno energetico subisce spesso delle alterazioni significative. In condizioni di semidigiuno prolungato, l’organismo mette in atto un meccanismo di adattamento metabolico : per sopravvivere con scarse entrate caloriche, il corpo riduce il proprio metabolismo basale, abbassa la temperatura corporea e rallenta i processi non vitali. Questo spiega perché, nelle fasi iniziali della cura, il calcolo del fabbisogno debba essere estremamente preciso per evitare rischi medici.
Al contrario, in disturbi come il Binge Eating Disorder (BED), si assiste spesso a un introito che supera ampiamente il fabbisogno reale. In questo caso, l’energia in eccesso viene immagazzinata sotto forma di tessuto adiposo, portando a un aumento del peso corporeo e a potenziali complicazioni metaboliche legate all’infiammazione cronica.
Esistono diverse metodologie per stimare quante calorie una persona dovrebbe assumere quotidianamente. Tra le più utilizzate dagli specialisti troviamo :
È importante sottolineare che il fabbisogno energetico non è un numero punitivo o un limite da non superare, ma uno strumento per fornire al corpo il “carburante” necessario per guarire. Durante la riabilitazione nutrizionale, l’obiettivo è spesso quello di creare un bilancio energetico positivo controllato per permettere il recupero dei tessuti e delle funzioni ormonali compromesse dalla malattia.
Non esiste un fabbisogno universale. Esso varia in base a numerosi fattori quali la composizione corporea (la massa magra brucia più calorie della massa grassa), la genetica e lo stato di salute generale. Per questo motivo, è essenziale che la valutazione del fabbisogno energetico venga effettuata da professionisti esperti, come medici nutrizionisti o dietisti, capaci di tradurre i numeri in un piano alimentare flessibile e rispettoso delle esigenze psicofisiche della persona.
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