Il mutismo selettivo è un disturbo d’ansia complesso che si manifesta con l’incapacità costante di parlare in contesti sociali specifici, come la scuola o in presenza di estranei, nonostante la persona sia perfettamente in grado di comunicare con naturalezza in ambienti familiari e sicuri. Sebbene non sia catalogato primariamente come un disturbo post-traumatico, la ricerca clinica evidenzia come esperienze traumatiche precoci o ferite emotive profonde possano agire da catalizzatori o aggravanti per questa condizione. Nel campo dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, il mutismo selettivo e il trauma condividono radici profonde legate alla regolazione emotiva, al senso di sicurezza e alla necessità di esercitare un controllo sul proprio corpo e sulla propria voce.
In ambito clinico, è fondamentale distinguere il mutismo selettivo primario (legato a una forte componente ansiosa e temperamentale) dal mutismo che insorge o si esaspera a seguito di un evento traumatico. Quando parliamo di mutismo selettivo legato al trauma, ci riferiamo a una risposta adattiva del sistema nervoso : il silenzio diventa una sorta di “scudo protettivo” o una reazione di congelamento (freezing) di fronte a un ambiente percepito come minaccioso. Il trauma può essere di varia natura :
In questi casi, l’incapacità di parlare non è una scelta volontaria o un atto di sfida, ma un’impossibilità fisiologica dettata da un’amigdala iperattiva che segnala un pericolo costante.
Esiste una sovrapposizione significativa tra il mutismo selettivo, il trauma e i disturbi alimentari come l’anoressia nervosa o il binge eating disorder. Entrambe le condizioni possono essere interpretate come linguaggi non verbali per esprimere un disagio che non trova spazio nelle parole. Nello specifico :
Secondo il DSM-5-TR, per porre diagnosi di mutismo selettivo devono essere soddisfatti criteri precisi, tra cui la durata del sintomo (almeno un mese) e l’interferenza significativa con la vita scolastica o sociale. Quando il trauma è un fattore sottostante, la valutazione deve essere ancora più accurata. Lo specialista deve indagare se il silenzio sia una manifestazione di dissociazione o parte di un quadro di disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Spesso, questi pazienti mostrano anche :
Il trattamento del mutismo selettivo legato al trauma richiede un approccio multidisciplinare e sensibile. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) rimane il gold standard, ma deve essere adattata per includere tecniche di elaborazione del trauma. Gli obiettivi principali includono :
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