Il termine mukbang nasce dalla fusione delle parole coreane meokneun (mangiare) e bangsong (trasmettere). Si tratta di un genere di video o dirette streaming in cui un creatore di contenuti consuma grandi quantità di cibo, spesso ipercalorico, interagendo contemporaneamente con il proprio pubblico. Sebbene nato come un modo per combattere la solitudine dei pasti solitari nella cultura sudcoreana, la sua diffusione globale ha sollevato numerosi interrogativi nell’ambito della salute mentale e dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.
Perché milioni di persone trascorrono ore a guardare qualcun altro mangiare? La psicologia identifica diversi fattori che rendono il mukbang così attraente :
L’impatto del mukbang non è univoco e varia profondamente in base alla vulnerabilità individuale. Gli studi scientifici evidenziano una relazione complessa con i DCA :
Da un lato, per alcune persone, la visione di questi contenuti può fungere da trigger, ovvero da stimolo scatenante per un’abbuffata compulsiva. La normalizzazione del consumo eccessivo e rapido di cibo può indebolire i freni inibitori dello spettatore, portando a una perdita di controllo reale. Inoltre, il contrasto tra la magrezza di molti mukbanger e le enormi quantità di cibo ingerite può alimentare ideali corporei irrealistici e promuovere comportamenti compensatori dannosi, come il vomito autoindotto, sospettato in alcuni creatori per mantenere il peso nonostante le abbuffate pubbliche.
Dall’altro lato, alcune ricerche suggeriscono che per una piccola parte di spettatori la visione possa paradossalmente ridurre l’impulso a mangiare, saziando il desiderio attraverso la vista e l’udito. Tuttavia, questo effetto di soppressione dell’appetito può essere altrettanto pericoloso per chi soffre di anoressia nervosa, poiché diventa uno strumento per sostenere il digiuno.
È fondamentale monitorare l’uso di questi contenuti, specialmente negli adolescenti. La visione problematica del mukbang è spesso associata a :
In conclusione, sebbene il mukbang possa apparire come un semplice intrattenimento, esso rappresenta una sfida significativa per chi ha un rapporto fragile con il cibo. Il trattamento d’elezione per chi riscontra un impatto negativo rimane la terapia cognitivo-comportamentale, volta a decostruire i trigger digitali e a ristabilire un contatto sano con le proprie sensazioni fisiche ed emotive.
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