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pH ematico

Il pH ematico è un parametro fisiologico di fondamentale importanza che indica il grado di acidità o alcalinità del sangue. In un individuo sano, il corpo umano lavora incessantemente per mantenere questo valore entro un intervallo estremamente stretto, compreso tra 7,35 e 7,45. Questo stato di equilibrio, noto come omeostasi acido-base, è vitale : ogni minima variazione al di fuori di questo range può compromettere il corretto funzionamento di enzimi, cellule e organi vitali.

Il ruolo del pH nei disturbi dell’alimentazione

Nel contesto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DCA), il monitoraggio del pH ematico diventa uno strumento diagnostico e di sicurezza essenziale. Comportamenti disfunzionali come il vomito autoindotto, l’abuso di lassativi o diuretici, e il digiuno prolungato possono alterare drasticamente l’equilibrio chimico del sangue, portando a condizioni cliniche pericolose. Le principali alterazioni che si possono riscontrare includono :

  • Alcalosi metabolica : è spesso causata dal vomito ricorrente, tipico della bulimia nervosa o dell’anoressia con abbuffate e condotte di eliminazione. Attraverso il vomito, il corpo perde grandi quantità di acido cloridrico, portando il pH ematico a valori superiori a 7,45.
  • Acidosi metabolica : può verificarsi a causa dell’abuso di lassativi o in situazioni di grave malnutrizione e chetosi da digiuno, dove il corpo produce corpi chetonici acidi per generare energia, facendo scendere il pH sotto 7,35.

Meccanismi di regolazione e sistemi tampone

Per proteggere l’organismo da queste variazioni, il corpo utilizza diversi meccanismi di difesa chiamati sistemi tampone. Questi agiscono come una sorta di “ammortizzatore” chimico per neutralizzare gli eccessi di acidità o basicità. I principali protagonisti della regolazione del pH sono :

  • I polmoni : regolano il pH attraverso la respirazione, variando la velocità con cui viene eliminata l’anidride carbonica (CO2), che ha proprietà acide.
  • I reni : controllano il pH a lungo termine escrendo acidi o riassorbendo bicarbonato (HCO3-) a seconda delle necessità del corpo.
  • I tamponi chimici : come il sistema bicarbonato-acido carbonico, che agiscono immediatamente nel sangue per contrastare le fluttuazioni istantanee.

Rischi clinici e sintomi delle alterazioni

Quando i meccanismi di compensazione falliscono, l’alterazione del pH ematico può causare sintomi gravi. Nell’alcalosi si possono riscontrare crampi muscolari, aritmie cardiache e confusione mentale. Al contrario, l’acidosi può portare a letargia, difficoltà respiratorie e, nei casi più estremi, al coma. Per chi soffre di un disturbo alimentare, queste fluttuazioni non sono solo numeri su un referto, ma segnali di un corpo che sta faticando a mantenere le sue funzioni vitali di base.

Il trattamento di queste condizioni non deve limitarsi alla correzione dei livelli elettrolitici, ma richiede un approccio multidisciplinare che affronti la causa psicologica e comportamentale alla base dello squilibrio. La consapevolezza della propria condizione fisiologica è spesso il primo passo verso una riabilitazione nutrizionale e psicologica sicura ed efficace.

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