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Dismetabolismo

Il termine dismetabolismo indica genericamente un’alterazione delle reazioni chimiche e dei processi biologici che permettono al nostro corpo di trasformare il cibo in energia e di mantenere l’equilibrio dei tessuti. In ambito medico, non si riferisce a una singola malattia, ma a un insieme di squilibri che possono colpire diversi sistemi dell’organismo. Il metabolismo è paragonabile a una macchina di precisione : ogni ingranaggio deve funzionare in armonia per garantire la salute cardiovascolare, ormonale e cellulare. Quando uno o più di questi processi si inceppa, si parla di condizione dismetabolica.

Le principali tipologie di alterazione metabolica

Esistono diverse forme di dismetabolismo, classificate in base alla sostanza il cui processamento risulta compromesso. Tra le più comuni troviamo :

  • Dismetabolismo lipidico : riguarda l’alterazione dei livelli di grassi nel sangue, in particolare del colesterolo (totale, LDL o HDL) e dei trigliceridi. Elevati livelli di colesterolo “cattivo” (LDL) o di trigliceridi aumentano significativamente il rischio di aterosclerosi e patologie cardiache.
  • Dismetabolismo glucidico : si manifesta con l’incapacità dell’organismo di regolare correttamente i livelli di glucosio nel sangue. Questo può derivare da una produzione insufficiente di insulina o da una resistenza delle cellule a questo ormone (insulino-resistenza), ponendo le basi per il diabete di tipo 2.
  • Dismetabolismo dell’acido urico : un eccesso di acido urico nel sangue, spesso dovuto a una dieta sbilanciata o a predisposizione genetica, può portare a condizioni dolorose come la gotta o a problemi renali.

Dismetabolismo e disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA)

Nel contesto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, il concetto di dismetabolismo assume una rilevanza clinica fondamentale. Molte persone che soffrono di patologie come l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa o il Binge Eating Disorder (BED) sperimentano alterazioni metaboliche profonde causate da comportamenti alimentari estremi. Ad esempio, la restrizione calorica cronica tipica dell’anoressia porta a un rallentamento del metabolismo basale : l’organismo, percependo una condizione di carestia, riduce drasticamente il dispendio energetico per preservare le funzioni vitali, influenzando negativamente la tiroide e la densità ossea.

Al contrario, nel Binge Eating Disorder, le abbuffate ricorrenti possono innescare rapidamente un dismetabolismo lipidico e glucidico. L’assunzione massiccia e repentina di zuccheri e grassi sovraccarica il sistema di regolazione dell’insulina, portando spesso allo sviluppo della cosiddetta sindrome metabolica. In questo caso, il dismetabolismo non è solo una conseguenza fisica, ma un fattore che complica il quadro clinico e richiede un intervento integrato tra psicoterapeuta, nutrizionista e medico internista.

La sindrome metabolica : un quadro complesso

Quando diverse alterazioni metaboliche si presentano contemporaneamente nello stesso individuo, si parla di sindrome metabolica. Questa condizione viene diagnosticata quando sono presenti almeno tre dei seguenti criteri :

  • Circonferenza vita superiore a 102 cm negli uomini e 88 cm nelle donne (obesità addominale).
  • Pressione arteriosa superiore a 130/85 mmHg.
  • Glicemia a digiuno superiore a 100 mg/dL.
  • Trigliceridi superiori a 150 mg/dL.
  • Colesterolo HDL inferiore a 40 mg/dL negli uomini o 50 mg/dL nelle donne.

La presenza di questa sindrome raddoppia il rischio di eventi cardiovascolari e quintuplica il rischio di sviluppare il diabete, rendendo la diagnosi precoce un elemento salvavita.

Importanza della prevenzione e del trattamento

Il dismetabolismo è spesso una condizione “silenziosa” : nelle fasi iniziali, il paziente non avverte sintomi evidenti. Per questo motivo, la prevenzione attraverso esami del sangue periodici è fondamentale per individuare i primi segnali di allarme. Il trattamento d’elezione parte quasi sempre da un cambiamento radicale dello stile di vita. Una dieta equilibrata, ricca di fibre e povera di zuccheri raffinati, associata a un’attività fisica regolare, può invertire molte delle alterazioni metaboliche iniziali. Nei casi legati ai disturbi alimentari, il percorso deve necessariamente includere la riabilitazione nutrizionale e il supporto psicologico per ristabilire un rapporto sano con il cibo e con il proprio corpo, evitando che il dismetabolismo diventi un danno permanente per la salute.

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