Nel contesto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA), l’organizzazione delle cure segue un modello a intensità crescente, definito dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Questo approccio, spesso descritto come un modello a step-care, garantisce che ogni paziente riceva il trattamento più appropriato in base alla gravità clinica, alla stabilità metabolica e alle risorse psicologiche disponibili. La scelta del livello di assistenza non è statica, ma rappresenta un percorso dinamico : la persona può transitare da un livello all’altro in base all’evoluzione della patologia.
Il livello ambulatoriale rappresenta la base della piramide terapeutica e il setting d’elezione per la maggior parte dei pazienti. Si rivolge a persone che, pur presentando un disturbo alimentare, mantengono una stabilità clinica e un peso che non mette a rischio immediato la vita. Il cuore di questo livello è l’équipe multidisciplinare, composta solitamente da psicoterapeuta, medico nutrizionista o dietologo e dietista. Gli interventi principali includono :
L’obiettivo è quello di integrare la cura nella vita quotidiana del paziente, permettendogli di mantenere i propri impegni scolastici, lavorativi e sociali mentre affronta le cause profonde del disturbo.
Quando il solo intervento ambulatoriale non è sufficiente a garantire un cambiamento o a contenere i sintomi, si ricorre al Centro Diurno. Questo livello di assistenza prevede la presenza del paziente in struttura per diverse ore al giorno (solitamente dalle 8 alle 12 ore), per più giorni alla settimana. La caratteristica distintiva è il pasto assistito : un momento terapeutico fondamentale in cui gli operatori supportano il paziente nel gestire l’ansia legata al cibo e nel normalizzare il comportamento alimentare. Il Centro Diurno offre :
La residenzialità è indicata per i casi in cui il disturbo è diventato cronico o così pervasivo da rendere impossibile la gestione nel contesto familiare. Le strutture residenziali sono comunità terapeutiche dove i pazienti vivono per un periodo prolungato (solitamente da alcuni mesi a un anno). Questo livello di cura è necessario quando :
In residenzialità, il lavoro si concentra sulla ricostruzione dell’identità e sulla gestione delle emozioni senza l’uso del sintomo alimentare.
Il ricovero ospedaliero rappresenta il livello di massima intensità assistenziale ed è finalizzato esclusivamente alla stabilizzazione vitale. Non è un percorso finalizzato alla guarigione psicologica completa, ma un intervento salvavita. Si rende necessario in presenza di :
Una volta superata la fase critica e ripristinate le funzioni vitali, il paziente viene solitamente trasferito a un livello di cura meno intensivo, come la residenzialità o il centro diurno, per proseguire il lavoro psicoterapeutico.
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