Il locus of control, termine che può essere tradotto come : “luogo del controllo”, rappresenta uno dei pilastri fondamentali della psicologia della personalità. Introdotto originariamente dallo psicologo statunitense Julian B. Rotter nel 1954, questo concetto descrive la modalità con cui una persona percepisce gli eventi della propria vita e ne attribuisce le cause. In altre parole, si tratta della credenza individuale riguardo a quanto le proprie azioni possano influenzare i risultati che si ottengono, distinguendo tra fattori dipendenti dalla propria volontà e fattori esterni indipendenti da essa.
Le persone caratterizzate da un locus of control interno credono fermamente che i successi e i fallimenti siano il risultato diretto delle proprie scelte, abilità e sforzi personali. Queste persone tendono a sentirsi padrone del proprio destino e manifestano solitamente :
Sebbene un orientamento interno sia generalmente associato a un miglior benessere psicologico, uno sbilanciamento eccessivo può portare a un iper-responsabilizzazione. In questi casi, l’individuo può sviluppare forti sensi di colpa o ansia da prestazione, sentendosi colpevole anche per eventi che sono, in realtà, fuori dal suo controllo diretto.
Al contrario, chi possiede un locus of control esterno attribuisce la causa degli avvenimenti a fattori situazionali che sfuggono al proprio intervento, come : il caso, la fortuna, il destino o l’influenza di persone potenti. In questo scenario, l’individuo percepisce se stesso come un soggetto passivo in balia degli eventi. Le caratteristiche tipiche includono :
Nell’ambito dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DCA), il costrutto del locus of control assume una rilevanza clinica cruciale. La ricerca della sensazione di controllo è spesso il motore che alimenta comportamenti disfunzionali. Molti pazienti, sentendosi sopraffatti da un mondo esterno percepito come fuori controllo (locus esterno), tentano di recuperare un senso di efficacia attraverso il controllo rigido del corpo e dell’apporto calorico (locus interno distorto).
Nell’anoressia nervosa, si osserva frequentemente un ipercontrollo patologico : il digiuno diventa la prova tangibile del proprio potere sulla biologia. Al contrario, in disturbi come la bulimia nervosa o il binge eating disorder (BED), gli episodi di abbuffata sono vissuti come una totale perdita di controllo, rinforzando la percezione di un locus esterno dove la persona si sente dominata dall’impulso alimentare. Il trattamento, come la terapia cognitivo-comportamentale, mira proprio a equilibrare questa visione, aiutando il paziente a distinguere ciò che può essere cambiato da ciò che deve essere accettato.
È fondamentale comprendere che il locus of control non è una caratteristica immutabile, ma un continuum su cui ognuno si posiziona in modo dinamico. Esistono individui definiti bi-loci, i quali mostrano una maggiore flessibilità cognitiva : sanno quando è necessario impegnarsi attivamente (approccio interno) e quando è più funzionale accettare i limiti imposti dal contesto (approccio esterno). Sviluppare un locus equilibrato permette di gestire lo stress con maggiore efficacia, evitando sia l’angoscia del controllo assoluto sia la disperazione dell’impotenza totale. Attraverso la psicoterapia, è possibile lavorare sulla ristrutturazione dei propri schemi mentali per acquisire una percezione di causalità più realistica e funzionale al proprio benessere.
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