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DBT (Terapia Dialettico Comportamentale)

La DBT (Terapia Dialettico Comportamentale) è una forma di psicoterapia cognitivo-comportamentale altamente strutturata, sviluppata originariamente dalla dottoressa Marsha Linehan alla fine degli anni ’80. Sebbene sia nata inizialmente per trattare il disturbo borderline di personalità e il rischio suicidario, nel corso dei decenni ha dimostrato una straordinaria efficacia nel trattamento dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, come la bulimia nervosa e il disturbo da binge eating.

I pilastri fondamentali della DBT

Il termine dialettica si riferisce alla capacità di integrare due concetti apparentemente opposti : l’accettazione e il cambiamento. In un percorso di cura per un disturbo alimentare, questo significa che il paziente impara ad accettare se stesso e la propria sofferenza nel momento presente, mentre contemporaneamente lavora attivamente per modificare i comportamenti disfunzionali che mantengono viva la patologia. Gli elementi cardine su cui si poggia questa terapia sono :

  • Mindfulness : la capacità di vivere il momento presente in modo consapevole e non giudicante.
  • Tolleranza della sofferenza : imparare a sopravvivere a crisi emotive intense senza ricorrere a comportamenti dannosi come l’abbuffata o le condotte di eliminazione.
  • Regolazione emotiva : acquisire strumenti per identificare, comprendere e modulare le emozioni che scatenano il desiderio di usare il cibo come meccanismo di coping.
  • Efficacia interpersonale : migliorare la comunicazione con gli altri per gestire i conflitti e soddisfare i propri bisogni senza autodistruggersi.

Il ruolo della DBT nei disturbi alimentari

In molti casi, i disturbi alimentari sono visti come tentativi disperati di regolare emozioni travolgenti. Chi soffre di binge eating o bulimia può utilizzare l’abbuffata come un anestetico per non sentire dolore, ansia o vuoto. La DBT interviene proprio su questa disregolazione emotiva. Invece di focalizzarsi solo sul sintomo alimentare, il terapeuta aiuta il paziente a costruire una vita degna di essere vissuta, fornendo abilità pratiche (skills) che sostituiscono l’uso patologico del cibo.

Struttura del trattamento

Un programma standard di DBT è multimodale e richiede un impegno costante da parte del paziente e dell’equipe curante. Esso si articola solitamente in quattro componenti :

  • Psicoterapia individuale : sessioni settimanali focalizzate sulla motivazione e sulla gestione degli eventi della vita quotidiana attraverso l’analisi delle catene comportamentali.
  • Skills training di gruppo : una vera e propria “scuola di abilità” dove si apprendono e si praticano i quattro moduli della terapia.
  • Coaching telefonico : la possibilità di contattare il terapeuta tra una seduta e l’altra per ricevere supporto immediato nell’applicazione delle abilità durante i momenti di crisi.
  • Consultazione per i terapeuti : un team di supporto per i clinici stessi, necessario per mantenere l’efficacia e la qualità del trattamento.

Efficacia e risultati clinici

La ricerca scientifica ha confermato che la DBT riduce significativamente la frequenza delle abbuffate e delle condotte compensatorie. Grazie al focus sulla validazione, il paziente si sente finalmente compreso e non giudicato per la propria impulsività, il che favorisce una maggiore aderenza alla cura e una riduzione del tasso di abbandono della terapia. Attraverso l’apprendimento di nuove strategie di adattamento, la persona non solo migliora il rapporto con il cibo, ma acquisisce una maggiore stabilità emotiva che si riflette positivamente su ogni area della propria esistenza.

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