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Family Based Treatment (FBT – Modello Maudsley)

Il Family Based Treatment (FBT), conosciuto storicamente come modello Maudsley, rappresenta l’intervento d’elezione e il gold standard internazionale per il trattamento dell’anoressia nervosa e della bulimia nervosa in bambini e adolescenti. Sviluppato inizialmente presso il Maudsley Hospital di Londra negli anni ’80, questo approccio ha rivoluzionato il campo della salute mentale spostando il focus dal paziente isolato alla famiglia come risorsa primaria per la guarigione.

I pilastri fondamentali dell’FBT

A differenza dei modelli terapeutici tradizionali che spesso vedevano le dinamiche familiari come parte del problema, l’FBT si basa su presupposti radicalmente diversi :

  • Visione non colpevolizzante : i genitori non sono considerati la causa del disturbo alimentare; la patologia viene vista come una forza esterna che ha preso il controllo dell’adolescente.
  • Esternalizzazione della malattia : si opera una netta distinzione tra la personalità del ragazzo e i sintomi del disturbo, permettendo alla famiglia di allearsi contro la malattia.
  • Empowerment genitoriale : i genitori vengono investiti del ruolo di esperti del proprio figlio e vengono formati per diventare i principali agenti del cambiamento.
  • Focus agnostico sulle cause : la terapia non perde tempo a cercare il perché il disturbo sia nato, ma si concentra immediatamente sul come risolverlo per salvare la vita del paziente.

Le tre fasi del trattamento

L’FBT è un percorso strutturato che solitamente si articola in un periodo compreso tra i 6 e i 12 mesi, suddiviso in tre momenti clinici precisi :

Fase I : la riabilitazione nutrizionale. In questa fase iniziale, il compito principale dei genitori è assumere il pieno controllo dell’alimentazione del figlio. Poiché la malnutrizione altera le capacità cognitive, l’adolescente non è in grado di prendere decisioni sane sul cibo. I genitori decidono cosa, quando e quanto il ragazzo deve mangiare, supervisionando ogni pasto per garantire il ripristino del peso e la cessazione dei comportamenti compensatori.

Fase II : la restituzione del controllo. Una volta che il peso è stato stabilizzato e il corpo è uscito dallo stato di emergenza, il controllo sui pasti viene gradualmente restituito all’adolescente. Questo passaggio avviene in modo negoziale e monitorato, osservando la capacità del ragazzo di gestire la propria alimentazione in modo autonomo e sano.

Fase III : lo sviluppo dell’identità adolescenziale. L’ultima parte della terapia si concentra sulle sfide tipiche dell’età, come l’autonomia, le relazioni sociali e la costruzione di un’identità solida che sia finalmente libera dall’influenza del disturbo alimentare. Si lavora inoltre sulla prevenzione delle ricadute e sulla normalizzazione dei rapporti familiari.

Efficacia e importanza clinica

Le evidenze scientifiche dimostrano che l’FBT ha tassi di successo significativamente superiori rispetto alla terapia individuale per i pazienti giovani con una durata di malattia inferiore ai tre anni. La forza del modello risiede nella sua capacità di evitare l’ospedalizzazione, permettendo al giovane di guarire nel proprio ambiente naturale circondato dall’affetto dei propri cari. L’approccio multidisciplinare prevede spesso la collaborazione tra psicoterapeuti, pediatri e dietisti per garantire una sicurezza medica costante durante tutto il processo di refeeding.

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