Glossario » Chetosi

Chetosi

La chetosi è uno stato metabolico fisiologico in cui l’organismo, a fronte di una ridotta disponibilità di glucosio, smette di utilizzare gli zuccheri come fonte primaria di energia e inizia a bruciare i grassi, producendo molecole chiamate corpi chetonici. Sebbene sia un processo naturale di adattamento dell’essere umano a periodi di carestia o digiuno, oggi il termine è strettamente legato alle diete chetogeniche. Nel contesto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DCA), la comprensione della chetosi è fondamentale, poiché l’induzione forzata di questo stato attraverso restrizioni dietetiche estreme può fungere da trigger o aggravante per diverse patologie psichiche.

Il meccanismo biochimico della chetosi

In condizioni normali, il corpo ricava energia dai carboidrati, che vengono trasformati in glucosio. Quando l’apporto di carboidrati scende drasticamente (solitamente sotto i 50 grammi al giorno), le riserve di glicogeno nel fegato si esauriscono. A questo punto, il fegato inizia a convertire gli acidi grassi in tre tipi di corpi chetonici :

  • Acetoacetato : il primo chetone prodotto.
  • Beta-idrossibutirrato (BHB) : la forma principale che circola nel sangue e fornisce energia al cervello.
  • Acetone : un sottoprodotto eliminato attraverso la respirazione e il sudore, responsabile del tipico alito chetonico.

Questo passaggio, definito cheto-adattamento, richiede solitamente dai 3 ai 5 giorni. Una volta stabilizzata, la chetosi permette al sistema nervoso centrale di funzionare utilizzando i chetoni per circa il 75% del suo fabbisogno energetico, garantendo la sopravvivenza anche in assenza di cibo.

Chetosi fisiologica e chetoacidosi patologica

È essenziale distinguere la chetosi nutrizionale o fisiologica dalla chetoacidosi. La chetosi indotta dalla dieta o dal digiuno mantiene i livelli di chetoni nel sangue entro un intervallo sicuro (solitamente sotto gli 8 mmol/L), senza alterare il pH ematico. La chetoacidosi, invece, è una condizione clinica pericolosa che colpisce soprattutto i diabetici di tipo 1 o gli alcolisti : in questo caso, i chetoni superano i 20 mmol/L, rendendo il sangue acido e mettendo a rischio la vita del paziente.

La chetosi nel contesto dei disturbi alimentari

Per uno specialista dei DCA, la chetosi rappresenta spesso il risultato di una restrizione dietetica disfunzionale. Molte persone affette da Binge Eating Disorder (BED) o Bulimia Nervosa tentano di compensare le abbuffate ricorrendo a diete chetogeniche “fai da te”, attratte dalla promessa di una rapida perdita di peso e della soppressione della fame. Tuttavia, questo approccio è fortemente controindicato per diversi motivi :

  • Effetto della violazione del controllo : le regole rigide delle diete chetogeniche aumentano il rischio di abbuffate reattive non appena si “trasgredisce” con un minimo quantitativo di carboidrati.
  • Craving e disregolazione : la privazione cronica di zuccheri può esacerbare il desiderio impulsivo di cibo (craving), innescando nuovi cicli di perdita di controllo.
  • Falsa speranza : l’illusione di aver trovato una “dieta magica” che sopprime la fame impedisce al paziente di affrontare le radici emotive del disturbo alimentare.

Inoltre, nei pazienti con Anoressia Nervosa, la chetosi può comparire involontariamente a causa del digiuno prolungato, contribuendo a quella “lucidità mentale” o euforia paradossale (effetto psicotonico) che rende ancora più difficile la rinuncia ai comportamenti restrittivi.

Sintomi e gestione

L’ingresso in chetosi è spesso accompagnato dalla cosiddetta keto-flu (influenza da cheto), una fase transitoria caratterizzata da stanchezza, mal di testa, irritabilità e nausea. Per chi soffre di un disturbo alimentare, questi segnali fisici possono essere interpretati erroneamente come prova di “forza di volontà” o, al contrario, come un fallimento fisico insostenibile. La gestione della chetosi richiede sempre una supervisione medica per evitare squilibri elettrolitici, disidratazione e carenze di micronutrienti essenziali come fibre, vitamine e sali minerali. Nel trattamento dei DCA, l’obiettivo primario resta il ripristino di una alimentazione flessibile e bilanciata, che non dipenda da stati metabolici estremi per la gestione del peso o delle emozioni.

Hai trovato utile questa definizione?
Salvala, condividila o contattaci per approfondire!

Prenota il tuo colloquio online

Ogni storia è valida e questo è uno spazio senza giudizio 💜

Questo breve questionario ci permetterà di conoscerti meglio e capire le tue necessità.
Dopo il questionario, fisserai una call conoscitiva gratuita con noi.

Chiedere aiuto è complesso ma se sei arrivat* su questo modulo hai già compiuto un grande passo,
sia per te che per una persona a te cara.