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Psicologo / Psicoterapeuta

Psicologo / Psicoterapeuta

Nel percorso di cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DCA), le figure dello psicologo e dello psicoterapeuta sono pilastri fondamentali. Sebbene nel linguaggio comune i due termini siano spesso usati come sinonimi, essi indicano professionisti con percorsi formativi, competenze cliniche e responsabilit? legali differenti. Comprendere queste distinzioni ? cruciale per chiunque cerchi aiuto, poich? garantisce che la persona riceva l’intervento pi? appropriato per la propria specifica condizione di sofferenza.

Chi ? lo psicologo e cosa fa

Lo psicologo ? un professionista laureato in psicologia che, dopo aver completato un tirocinio post-laurea e aver superato l’esame di Stato, risulta iscritto alla sezione A dell’Albo professionale. Il suo raggio d’azione ? definito dalla legge : si occupa di prevenzione, diagnosi, attivit? di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico. In sintesi, lo psicologo lavora per migliorare il benessere emotivo e la qualit? della vita attraverso :

  • Colloqui di sostegno : utili per affrontare momenti di crisi legati a eventi di vita specifici (lutti, separazioni, stress lavorativo).
  • Somministrazione di test : per valutare aspetti della personalit?, attitudini o il funzionamento cognitivo.
  • Diagnosi psicologica : per inquadrare il funzionamento mentale della persona.
  • Promozione del benessere : interventi volti a potenziare le risorse individuali.

Tuttavia, ? fondamentale sottolineare che lo psicologo non curante non ? abilitato a trattare le psicopatologie attraverso la psicoterapia. Sebbene possa diagnosticare un disturbo alimentare, il suo intervento si ferma al supporto e alla gestione del disagio, a meno che non abbia conseguito il titolo aggiuntivo di psicoterapeuta.

Chi ? lo psicoterapeuta e la sua specializzazione

Lo psicoterapeuta ? uno psicologo (o un medico) che ha scelto di proseguire la propria formazione frequentando una scuola di specializzazione post-laurea della durata di almeno quattro anni, riconosciuta dal MIUR. Durante questo percorso, il professionista acquisisce competenze specifiche in un particolare modello clinico (come la terapia cognitivo-comportamentale, la psicoterapia sistemico-relazionale o la psicoanalisi) e svolge centinaia di ore di tirocinio clinico supervisionato.

Lo psicoterapeuta ? l’unico professionista, insieme allo psichiatra, abilitato per legge alla cura dei disturbi psicopatologici. Il suo intervento mira a produrre un cambiamento profondo e duraturo nella struttura della personalit? o nei meccanismi che mantengono i sintomi. Nel contesto dei DCA, lo psicoterapeuta lavora su :

  • Ristrutturazione dei processi cognitivi : come l’eccessiva preoccupazione per il peso e le forme corporee.
  • Regolazione emotiva : aiutare il paziente a gestire le emozioni intense senza ricorrere a comportamenti alimentari disfunzionali.
  • Risoluzione di traumi : esplorare le radici profonde del disturbo.

Differenze sostanziali nel trattamento dei DCA

La distinzione tra queste figure diventa operativa nel tipo di “contratto” terapeutico. Mentre il sostegno psicologico pu? essere focalizzato su un obiettivo a breve termine e sulla gestione del presente, la psicoterapia affronta la complessit? del disturbo alimentare come una patologia multifattoriale. Lo psicoterapeuta possiede gli strumenti tecnici per intervenire sulla causa del sintomo e non solo sulla sua manifestazione superficiale.

Un’altra differenza comune riguarda la prescrizione di farmaci : n? lo psicologo n? lo psicoterapeuta (se di formazione psicologica) possono prescriverli. Se il percorso richiede un supporto farmacologico, queste figure devono collaborare con uno psichiatra o un medico specializzato.

L’importanza del team multidisciplinare

Nella cura dell’anoressia, della bulimia o del disturbo da binge eating, l’efficacia del trattamento dipende spesso dalla sinergia tra diversi specialisti. Lo psicoterapeuta non lavora in isolamento ma si coordina costantemente con il nutrizionista, il medico internista e, se necessario, lo psichiatra. Questo approccio a “rete” assicura che il paziente sia sostenuto sia dal punto di vista biologico-metabolico che da quello psicologico, riconoscendo che la guarigione reale passa attraverso l’integrazione di mente e corpo.

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