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Bilancio idrico

Il bilancio idrico rappresenta la relazione quantitativa tra i liquidi assunti e i liquidi eliminati dall’organismo nell’arco delle 24 ore. In un individuo sano, questo equilibrio è fondamentale per il mantenimento dell’omeostasi, ovvero la stabilità delle funzioni vitali. Circa il 60-70% del peso corporeo di un adulto è composto da acqua, distribuita tra il comparto intracellulare ed extracellulare. Nel contesto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DCA), il monitoraggio di questo valore diventa un parametro clinico essenziale per valutare lo stato di salute fisica e il rischio di complicazioni gravi.

Come avviene la regolazione dei liquidi

L’organismo umano non possiede riserve di acqua a lungo termine, pertanto deve regolare costantemente le entrate e le uscite. I principali meccanismi di controllo sono :

  • Meccanismo della sete : si attiva quando la perdita di acqua raggiunge circa il 2% del peso corporeo o aumenta l’osmolarità plasmatica.
  • Escrezione renale : i reni modulano il volume delle urine in base allo stato di idratazione, conservando liquidi in caso di carenza.
  • Ormone antidiuretico (ADH) : secreto dall’ipofisi, segnala ai reni di riassorbire acqua per concentrare le urine.

Il bilancio idrico nei disturbi alimentari

Nei pazienti affetti da Anoressia Nervosa, Bulimia Nervosa o altri DCA, il bilancio idrico è spesso gravemente compromesso. Le alterazioni possono derivare da comportamenti sintomatici specifici che influenzano sia le entrate che le perdite di liquidi :

  • Restrizione idrica : alcuni pazienti limitano volontariamente l’assunzione di acqua nel timore che questa possa influenzare il peso sulla bilancia.
  • Potomania : al contrario, l’assunzione eccessiva di acqua può essere usata per “riempire” lo stomaco e anestetizzare il senso di fame, o per manipolare il peso prima delle visite mediche.
  • Condotte eliminatorie : il vomito autoindotto e l’abuso di diuretici o lassativi causano una perdita massiccia di liquidi ed elettroliti.
  • Attività fisica eccessiva : la sudorazione profusa durante l’esercizio compulsivo contribuisce alla deplezione idrica.

Conseguenze cliniche e rischi

Uno squilibrio persistente del bilancio idrico porta alla disidratazione o, più raramente, all’iperidratazione, entrambe condizioni pericolose. La perdita di liquidi è quasi sempre accompagnata da squilibri elettrolitici, in particolare di potassio, sodio e magnesio. Le complicazioni includono :

  • Apparato cardiovascolare : aritmie, tachicardia, ipotensione e, nei casi estremi, arresto cardiaco dovuto all’ipokaliemia.
  • Funzionalità renale : rischio di insufficienza renale acuta e formazione di calcoli.
  • Sistema nervoso : confusione mentale, cefalea, rallentamento dei riflessi e convulsioni.
  • Segni fisici : secchezza delle mucose, perdita di elasticità della pelle (segno della piega) e urine molto scure.

Importanza del monitoraggio nel trattamento

Nella riabilitazione nutrizionale, il calcolo esatto del bilancio idrico è un compito multidisciplinare che coinvolge medici e infermieri. L’obiettivo è ripristinare una normale idratazione prevenendo la sindrome da rialimentazione (refeeding syndrome). Il trattamento prevede la regolarizzazione dell’apporto di liquidi per os o, nelle situazioni critiche, la reidratazione endovenosa con attento monitoraggio dei parametri ematici e della diuresi.

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