La bigoressia, nota anche come vigoressia o complesso di Adone, è un disturbo psicologico caratterizzato dalla preoccupazione cronica e ossessiva di non essere abbastanza muscolosi, tonici o atletici. Sebbene non sia ancora classificata come un disturbo a sé stante in tutti i manuali diagnostici, la comunità scientifica la considera spesso come una forma di dismorfismo corporeo o come un disturbo che si colloca all’intersezione tra i disturbi del comportamento alimentare (DCA) e i disturbi ossessivo-compulsivi.
Storicamente definita come anoressia inversa, la bigoressia ribalta il paradigma dell’anoressia nervosa : mentre nell’anoressia l’individuo si percepisce grasso nonostante l’estrema magrezza, nella bigoressia il soggetto si vede esile, debole o piccolo anche quando possiede una massa muscolare notevolmente superiore alla media. Questa distorsione dell’immagine corporea spinge la persona a ricercare una perfezione fisica irraggiungibile, trasformando l’attività sportiva da sano stile di vita a una vera e propria schiavitù psicologica.
I segnali della vigoressia non riguardano solo l’intensità dell’allenamento, ma soprattutto l’ossessione mentale che lo sottende. Tra i sintomi più comuni riscontriamo :
L’origine della vigoressia è complessa e coinvolge diversi fattori :
Dal punto di vista psicologico, il disturbo è spesso legato a una bassa autostima e al bisogno di controllo. Il corpo muscoloso diventa un’armatura metaforica per proteggersi da insicurezze profonde o vissuti di fragilità. A livello sociale, la pressione dei media e i modelli di bellezza maschile dominanti (corpi iperscolpiti e privi di grasso) giocano un ruolo cruciale nel promuovere standard fisici biologicamente difficili da raggiungere senza pratiche estreme. Infine, possono esserci fattori biologici o familiari, come la presenza di parenti con disturbi d’ansia o ossessivi.
Ignorare la bigoressia può portare a gravi complicazioni :
Il trattamento della vigoressia richiede un approccio multidisciplinare. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è considerata lo strumento d’elezione per aiutare il paziente a ristrutturare le proprie credenze distorte sull’immagine corporea e a ridurre i comportamenti compulsivi. È fondamentale il coinvolgimento di figure specializzate come psicoterapeuti, medici e nutrizionisti per ripristinare un rapporto sano con il cibo e il movimento, imparando a valorizzare se stessi indipendentemente dai centimetri dei propri bicipiti.
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