L’anoressia nervosa ? un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione complesso e potenzialmente letale, caratterizzato da tre pilastri clinici fondamentali : una restrizione persistente dell’assunzione calorica che porta a un peso corporeo significativamente basso, un’intensa paura di ingrassare anche in presenza di un grave sottopeso e un’alterazione della percezione dell’immagine corporea. In ambito clinico, il manuale diagnostico DSM-5 distingue questo disturbo in due sottotipi principali, basati sulle modalit? utilizzate per controllare il peso : il tipo con restrizioni e il tipo con abbuffate/condotte di eliminazione (spesso definito impropriamente come sottotipo purgativo).
Il sottotipo restrittivo rappresenta la forma pi? comunemente associata nell’immaginario collettivo all’anoressia. In questa variante, la perdita di peso ? ottenuta esclusivamente attraverso la dieta ferrea, il digiuno e, molto spesso, l’attivit? fisica eccessiva e compulsiva. Le persone che ne soffrono non presentano regolarmente episodi di abbuffata o condotte di eliminazione come il vomito autoindotto. La loro quotidianit? ? dominata da un controllo rigido e inflessibile su ogni caloria ingerita, trasformando l’atto del mangiare in una sfida costante alla propria forza di volont?. Spesso queste pazienti manifestano rituali alimentari ossessivi, come sminuzzare il cibo in pezzi minuscoli o mangiarli in un ordine prestabilito, nel tentativo di gestire l’ansia legata al nutrimento.
Questo sottotipo si differenzia per la presenza regolare di comportamenti volti a espellere le calorie assunte. In questo caso, l’individuo mette in atto :
La differenza fondamentale tra questo sottotipo e la bulimia nervosa risiede esclusivamente nel peso corporeo : nell’anoressia il soggetto ? sempre in una condizione di sottopeso (IMC inferiore a 18,5), mentre nella bulimia il peso ? solitamente normale o superiore alla norma. Questo sottotipo ? spesso associato a una maggiore labilit? emotiva, impulsivit? e un rischio pi? elevato di complicanze mediche dovute agli squilibri elettrolitici.
La malnutrizione cronica e le condotte di eliminazione causano danni severi a quasi tutti i sistemi organici. Tra le conseguenze pi? gravi si annoverano :
Il cuore del disturbo non ? il cibo in s?, ma l’eccessiva valutazione che la persona attribuisce al controllo del corpo come unico metro di misura della propria autostima. La guarigione richiede un approccio multidisciplinare che integri la riabilitazione nutrizionale, il monitoraggio medico e la psicoterapia specialistica, come la CBT-E (terapia cognitivo-comportamentale migliorata). L’obiettivo ? aiutare il paziente a svincolare il proprio valore personale dal numero sulla bilancia e a ricostruire un rapporto sano con la propria identit? e lo spazio che occupa nel mondo.
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