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Disturbi Alimentari Non Altrimenti Specificati (NAS / EDNOS)

I disturbi alimentari non altrimenti specificati, spesso indicati con l’acronimo NAS (o EDNOS dall’inglese Eating Disorders Not Otherwise Specified), rappresentano una categoria diagnostica fondamentale nell’ambito dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Questa classificazione viene utilizzata dai clinici per descrivere quadri patologici che, pur causando un disagio clinicamente significativo e compromettendo la salute fisica e psicologica della persona, non soddisfano tutti i criteri necessari per una diagnosi di anoressia nervosa o bulimia nervosa. Non si tratta di disturbi “minori” o meno gravi : la ricerca scientifica ha ampiamente dimostrato che le persone affette da NAS presentano livelli di sofferenza e rischi per la salute paragonabili a quelli delle forme più conosciute.

Perché esiste questa categoria

La categoria NAS nasce dalla necessità di inquadrare la grande varietà di comportamenti alimentari disfunzionali che si riscontrano nella pratica clinica. Molte persone che soffrono profondamente per il loro rapporto con il cibo non rientrano perfettamente in “etichette” rigide. Ad esempio, una persona può presentare tutti i sintomi dell’anoressia nervosa ma mantenere un peso corporeo nel range di normalità, oppure può manifestare abbuffate e condotte di compenso con una frequenza inferiore a quella richiesta dai manuali diagnostici ufficiali per la bulimia. Negli anni più recenti, con l’aggiornamento dei sistemi di classificazione come il DSM-5, molti di questi disturbi sono stati raggruppati sotto la dicitura OSFED (Other Specified Feeding or Eating Disorders), ma il termine NAS rimane molto comune nel linguaggio medico e tra le associazioni di pazienti.

Esempi comuni di disturbi NAS

All’interno della vasta cornice dei disturbi non altrimenti specificati si possono riscontrare diverse manifestazioni :

  • Anoressia nervosa atipica : sono presenti tutti i criteri dell’anoressia, compresa la paura intensa di ingrassare e la restrizione calorica estrema, ma nonostante la perdita di peso il soggetto rimane nei limiti della norma o è in sovrappeso.
  • Bulimia nervosa di bassa frequenza : le abbuffate e le condotte di compenso (come il vomito autoindotto) avvengono con una frequenza media inferiore a una volta alla settimana o per meno di tre mesi.
  • Disturbo da alimentazione incontrollata di bassa frequenza : caratterizzato da episodi di abbuffata senza comportamenti compensatori, ma con frequenza o durata limitata.
  • Disturbo da condotta di eliminazione : la persona utilizza regolarmente il vomito, lassativi o diuretici per influenzare il peso o la forma del corpo, ma senza aver effettuato abbuffate.
  • Sindrome da alimentazione notturna : consiste nel consumo di grandi quantità di cibo dopo il pasto serale o nel risveglio notturno con la necessità impellente di mangiare.
  • Masticazione e sputamento : l’abitudine sistematica di masticare il cibo per sentirne il sapore e poi sputarlo senza deglutire, per evitare l’assunzione di calorie.

Sintomi e segnali d’allarme

Riconoscere un disturbo NAS può essere complesso proprio per la sua natura eterogenea. Tuttavia, alcuni segnali sono comuni a molte persone colpite :

  • Preoccupazione eccessiva : il pensiero è costantemente rivolto al cibo, alle calorie, al peso e alle forme corporee.
  • Rituali alimentari : lo sviluppo di abitudini rigide, come mangiare solo determinati cibi o tagliare il cibo in pezzi minuscoli.
  • Sbalzi d’umore : irritabilità, ansia o depressione strettamente legate all’andamento del peso o a ciò che si è mangiato.
  • Isolamento sociale : la tendenza a evitare cene con amici o situazioni pubbliche in cui è presente il cibo per paura di perdere il controllo o di essere giudicati.
  • Sintomi fisici : vertigini, stanchezza cronica, problemi gastrointestinali o alterazioni del ciclo mestruale dovute alla disregolazione alimentare.

L’importanza del trattamento tempestivo

Data la complessità dei disturbi NAS, l’approccio terapeutico d’elezione è multidisciplinare. È fondamentale che la persona venga seguita da un’equipe composta da psicoterapeuti, medici e nutrizionisti specializzati. La terapia cognitivo-comportamentale migliorata (CBT-E) ha mostrato ottimi risultati nel trattamento di questi disturbi, aiutando il paziente a normalizzare l’alimentazione e a lavorare sulle cause profonde dell’insoddisfazione corporea. Non bisogna mai sottovalutare un disturbo NAS : chiedere aiuto precocemente è il primo passo fondamentale verso la guarigione e il recupero di una vita serena e soddisfacente.

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