La drunkoressia, termine nato dalla fusione tra l’inglese drunk (ubriaco) e anorexia (anoressia), descrive un comportamento alimentare disfunzionale caratterizzato dalla restrizione calorica volontaria finalizzata a compensare l’assunzione di grandi quantità di alcol. Sebbene non sia ancora classificata come una diagnosi autonoma nel DSM-5, essa viene considerata una variante moderna e pericolosa dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA), poiché combina i rischi della malnutrizione con quelli legati all’abuso di sostanze.
Il fenomeno della drunkoressia non può essere compreso senza analizzare il contesto sociale in cui si sviluppa, in particolare tra adolescenti e giovani adulti universitari. In queste fasce d’età, il bisogno di appartenenza e l’accettazione da parte del gruppo dei pari giocano un ruolo determinante : il consumo di alcol viene spesso percepito come un rito di passaggio o uno strumento per facilitare la socializzazione e ridurre l’ansia sociale. Tuttavia, la pressione estetica contemporanea impone standard di magrezza estremi, creando un conflitto interiore tra il desiderio di partecipare alle occasioni conviviali (spesso incentrate sul bere) e il timore di aumentare di peso.
Le dinamiche sociali che alimentano questo disturbo includono :
La drunkoressia risponde a bisogni specifici legati alla gestione della propria immagine pubblica. Molti giovani scelgono di digiunare prima di una serata non solo per non ingrassare, ma anche per accelerare gli effetti dell’ebbrezza. Bere a stomaco vuoto permette all’alcol di entrare in circolo più rapidamente, garantendo quello “sballo” immediato che viene ricercato per evadere dalla realtà o per conformarsi alle aspettative del gruppo. In questo senso, la drunkoressia diventa una risposta distorta a una società che richiede contemporaneamente di essere performanti, magri e socialmente integrati.
Le implicazioni di questo comportamento sono devastanti, poiché colpiscono l’individuo sia sul piano fisico che relazionale. Dal punto di vista sociale, il rischio maggiore è l’isolamento progressivo : quando il controllo delle calorie e l’ossessione per l’alcol diventano totalizzanti, la persona può iniziare a evitare situazioni che non permettono di gestire rigidamente questi parametri, compromettendo la sfera accademica, lavorativa e affettiva. I segnali da monitorare nel contesto sociale includono :
Trattare la drunkoressia richiede un approccio integrato che tenga conto della sua natura ibrida. La psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT-E) è considerata uno degli interventi più efficaci, poiché agisce sulle credenze disfunzionali riguardanti il peso e sulla regolazione emotiva. È fondamentale che insegnanti, genitori e amici imparino a riconoscere i campanelli d’allarme precoci per intervenire tempestivamente, promuovendo una cultura della salute che valorizzi il benessere psicofisico rispetto agli standard estetici imposti dal contesto sociale.
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