La cianosi periferica è una condizione clinica caratterizzata dalla comparsa di una colorazione bluastra o violacea della pelle e delle mucose, localizzata prevalentemente alle estremità del corpo come le dita delle mani e dei piedi, la punta del naso e i lobi delle orecchie. Nel contesto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA), come l’anoressia nervosa o i disturbi da restrizione calorica estrema, la cianosi periferica rappresenta un segnale d’allarme fisico molto rilevante, spesso indicativo di un adattamento metabolico critico dell’organismo alla malnutrizione o alla disidratazione.
Il cambiamento cromatico della cute è dovuto a : una concentrazione eccessiva di emoglobina deossigenata (ridotta) nei capillari periferici. L’emoglobina è la proteina contenuta nei globuli rossi incaricata di trasportare l’ossigeno; quando è carica di ossigeno conferisce al sangue un colore rosso brillante, mentre quando cede l’ossigeno ai tessuti assume una tonalità più scura e bluastra. Nella cianosi periferica, il sangue arriva alle estremità correttamente ossigenato dai polmoni, ma il suo scorrimento nei piccoli vasi è così rallentato che i tessuti circostanti hanno il tempo di estrarre una quantità di ossigeno superiore al normale. Questo rallentamento circolatorio è spesso causato da una vasocostrizione periferica, ovvero : un restringimento dei vasi sanguigni superficiali messo in atto dal corpo per conservare il calore o per dare priorità all’irrorazione degli organi vitali interni.
Nei pazienti affetti da gravi disturbi alimentari, la cianosi periferica non è solitamente legata a patologie polmonari o cardiache primarie, ma è una conseguenza diretta dello stato di inedia e della perdita di massa grassa e muscolare. L’organismo, percependo una carenza energetica cronica, entra in una modalità di risparmio estremo definita ipometabolismo. Tra le manifestazioni cliniche più comuni associate alla cianosi in questi pazienti troviamo :
È fondamentale distinguere la forma periferica da quella centrale per una corretta valutazione diagnostica. La cianosi centrale coinvolge anche la lingua e le mucose calde (come l’interno della bocca) ed è solitamente legata a gravi problemi respiratori o cardiopatie congenite che impediscono al sangue di ossigenarsi correttamente nei polmoni. Al contrario, nella cianosi periferica, la lingua rimane rosea e calda, e la colorazione bluastra scompare o migliora se l’arto viene scaldato o massaggiato. Nei disturbi alimentari, la cute cianotica si presenta tipicamente fredda al tatto, a testimonianza del ridotto afflusso ematico e della necessità dell’organismo di preservare il “nucleo” del corpo a scapito della periferia.
La presenza di cianosi periferica in un paziente con disturbo alimentare è un indicatore di severità clinica. Indica che il corpo sta lottando per mantenere l’omeostasi termica e circolatoria. Dal punto di vista del trattamento, la risoluzione della cianosi non avviene attraverso interventi sintomatici, ma richiede un approccio multidisciplinare volto alla riabilitazione nutrizionale. Man mano che il paziente riprende peso, ripristina le scorte energetiche e normalizza il metabolismo, la gittata cardiaca migliora e la temperatura corporea si stabilizza, portando alla graduale scomparsa della vasocostrizione riflessa e al ripristino del colorito naturale della pelle. Tuttavia, se la cianosi compare improvvisamente o si accompagna a dolore toracico o difficoltà respiratoria, è necessario un accertamento medico immediato per escludere complicazioni acute come l’embolia polmonare o l’insufficienza cardiaca congestizia.
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