Nel contesto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA), il termine controllo delle ossa (spesso citato in letteratura inglese come bone checking) si riferisce a una specifica e persistente forma di body checking. Questa pratica consiste nel toccare, premere o scrutare ripetutamente parti del corpo dove le strutture ossee sono solitamente più visibili, come le clavicole, le anche (creste iliache), le costole, i polsi o le rotule. Sebbene possa apparire come un gesto distratto, in ambito clinico è considerato una manifestazione comportamentale della psicopatologia centrale dei disturbi alimentari : l’eccessiva valutazione del peso e della forma del corpo.
Per una persona che soffre di Anoressia Nervosa o altri disturbi caratterizzati da una forte spinta al sottopeso, il controllo delle ossa funge da “termometro” della propria magrezza. Poiché il peso sulla bilancia può fluttuare per ragioni fisiologiche (ritenzione idrica, ciclo mestruale), la prominenza delle ossa viene percepita come una prova oggettiva, tangibile e immutabile dello stato di magrezza. Questo comportamento risponde a diversi bisogni psicologici :
La ricerca scientifica ha evidenziato un fenomeno paradossale : più una persona controlla il proprio corpo, più aumenta la sua insoddisfazione corporea e la sensazione di essere “grassa”. Questo accade perché il controllo ripetuto focalizza l’attenzione selettiva su presunti difetti o su aree specifiche, amplificandone la percezione negativa. Inoltre, studi sperimentali dimostrano che il controllo frequente riduce la fiducia nella propria memoria : la persona sente il bisogno di ricontrollare pochi minuti dopo perché non “si fida” più della sensazione di magrezza appena percepita, alimentando un ciclo compulsivo simile a quello del disturbo ossessivo-compulsivo.
Il controllo costante delle ossa non è un comportamento innocuo, poiché agisce come un potente fattore di mantenimento della malattia. Le principali conseguenze includono :
All’interno di percorsi terapeutici specializzati, come la terapia cognitivo-comportamentale migliorata (CBT-E), il controllo delle ossa viene affrontato direttamente. Il primo passo è la psicoeducazione, che aiuta il paziente a comprendere come questo gesto alimenti il disturbo anziché placarlo. Le strategie comuni prevedono :
In sintesi, il controllo delle ossa è un segnale d’allarme significativo che richiede attenzione clinica, essendo un pilastro invisibile ma solido della prigione psicologica creata dai disturbi alimentari.
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