Il movimento Health at Every Size, meglio conosciuto con l’acronimo HAES, rappresenta un cambio di paradigma rivoluzionario nel mondo della salute e del benessere. Si tratta di un approccio alla cura della persona che sfida apertamente il modello tradizionale incentrato sul peso (weight-centric), proponendo invece un modello inclusivo che mette al centro il benessere psicofisico globale indipendentemente dal numero sulla bilancia. Per uno specialista dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, l’approccio HAES è uno strumento fondamentale per decostruire lo stigma del peso e promuovere una guarigione che sia duratura e rispettosa della diversità biologica umana.
Nato ufficialmente verso la fine degli anni novanta e promosso dall’ASDAH (Association for Size Diversity and Health), il movimento HAES si fonda sulla premessa scientifica che la salute sia un concetto multidimensionale che non può essere ridotto al solo Indice di Massa Corporea (BMI). La cultura della dieta ha spesso promosso l’idea che la magrezza sia sinonimo di salute e la grassezza sinonimo di malattia, ma la ricerca clinica suggerisce che i comportamenti legati allo stile di vita siano predittori della salute molto più accurati rispetto al peso corporeo in sé. Il movimento sostiene che : ogni corpo merita rispetto e accesso a cure di qualità, senza che il peso diventi una barriera o un motivo di discriminazione.
Il framework HAES si articola su cinque pilastri fondamentali che guidano sia i professionisti della salute che gli individui nel loro percorso di cura :
Nell’ambito clinico dei DCA, l’approccio HAES è particolarmente prezioso perché aiuta a contrastare la grassofobia interiorizzata, che spesso agisce come potente fattore di mantenimento per patologie come l’Anoressia Nervosa, la Bulimia Nervosa e il Binge Eating Disorder. Quando un paziente impara che il suo valore e il suo stato di salute non dipendono dal raggiungimento di un peso ideale arbitrario, si riduce drasticamente l’ansia legata al corpo. Questo permette di focalizzarsi su obiettivi terapeutici più profondi, come la regolazione emotiva e la riconnessione con i segnali biologici del corpo. Inoltre, l’approccio HAES protegge dal rischio del weight cycling (l’effetto yo-yo), che è stato dimostrato essere più dannoso per il sistema cardiovascolare rispetto al mantenimento di un peso elevato ma stabile.
Viviamo in una società permeata dalla cultura della dieta, dove la pressione per conformarsi a standard estetici irreali è onnipresente. Il movimento HAES agisce come un atto di resistenza culturale, ricordandoci che la salute è un diritto e non un obbligo o una taglia di vestiti. Adottare questa filosofia significa passare da una mentalità di controllo e restrizione a una di cura e compassione. In sintesi, HAES non afferma che tutti siano automaticamente sani a qualsiasi peso, ma sostiene che : chiunque, indipendentemente dalla propria dimensione corporea, abbia il diritto di perseguire il proprio massimo potenziale di salute attraverso comportamenti sostenibili e rispettosi del proprio sé.
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