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Masticazione prolungata (numero fisso di morsi)

La masticazione prolungata, spesso accompagnata dalla regola di compiere un numero fisso di morsi per ogni boccone, è un comportamento che si colloca al confine tra una pratica di benessere e un sintomo clinico dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Se da un lato masticare lentamente è un pilastro dell’alimentazione consapevole, dall’altro la necessità ossessiva di contare i morsi può indicare una ricerca di controllo estremo tipica di patologie come l’anoressia nervosa o il disturbo ossessivo-compulsivo.

Il valore fisiologico e la mindful eating

In un contesto salutare, la masticazione prolungata è promossa come uno strumento per migliorare la digestione e la gestione del peso. Il processo digestivo inizia infatti nella bocca : gli enzimi salivari iniziano a scomporre i nutrienti e la triturazione meccanica riduce il carico di lavoro per lo stomaco. Gli esperti suggeriscono spesso di masticare ogni boccone tra le 20 e le 40 volte per diversi motivi :

  • Segnale di sazietà : il cervello impiega circa 20 minuti per registrare la pienezza. Mangiare lentamente permette a questo meccanismo di attivarsi prima di aver ingerito una quantità eccessiva di cibo.
  • Assorbimento dei nutrienti : una poltiglia omogenea permette all’intestino di estrarre vitamine e minerali in modo più efficiente.
  • Riduzione dello stress : concentrarsi sul ritmo del pasto, una pratica nota come mindful eating, aiuta a ridurre i livelli di cortisolo e a migliorare il rapporto emotivo con il cibo.

La masticazione come rituale nei disturbi alimentari

Quando la masticazione diventa un obbligo rigido, come il dover compiere un numero fisso di morsi (ad esempio, esattamente 50 volte per ogni boccone), il comportamento smette di essere funzionale e diventa un rituale di controllo. Nei pazienti affetti da disturbi alimentari, questa pratica risponde a diverse necessità psicologiche :

In primo luogo, serve a posticipare l’ingestione. Prolungando eccessivamente il tempo del pasto, la persona può dare l’impressione di mangiare normalmente pur assumendo quantità minime di cibo. In secondo luogo, il conteggio dei morsi fornisce una sensazione di sicurezza e ordine in un vissuto emotivo spesso caotico. Ogni morso contato rappresenta un grammo di controllo guadagnato sul proprio corpo e sulle calorie introdotte.

Possibili complicazioni e segnali di allarme

Sebbene masticare sia fondamentale, l’eccesso può portare a conseguenze negative. Una masticazione troppo lunga o “a vuoto” può causare :

  • Tensione muscolare : un sovraccarico dell’articolazione temporo-mandibolare che può portare a mal di testa o dolori facciali.
  • Aerofagia : l’ingestione eccessiva di aria che causa gonfiore addominale e fastidio gastrico.
  • Isolamento sociale : la lentezza estrema e il bisogno di contare rendono difficile e ansiosa la convivialità, portando la persona a evitare i pasti con gli altri.

Approccio terapeutico

Nel trattamento dei disturbi alimentari, come nella terapia cognitivo-comportamentale migliorata (CBT-E), l’obiettivo non è eliminare la masticazione corretta, ma rimuovere la rigidità del rituale. Il percorso terapeutico mira a far riscoprire al paziente la flessibilità, aiutandolo a mangiare in base ai segnali interni di fame e sazietà piuttosto che a regole numeriche esterne. È essenziale distinguere se la pratica sia orientata al piacere del gusto e alla salute o se sia una prigione comportamentale volta a sedare l’ansia legata al cibo.

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