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Neurotrasmettitori

I neurotrasmettitori sono messaggeri chimici endogeni che permettono la comunicazione tra le cellule del sistema nervoso, chiamate neuroni, o tra un neurone e una cellula bersaglio, come una fibra muscolare o una ghiandola. Queste sostanze sono fondamentali per il corretto funzionamento dell’organismo, poiché regolano processi vitali che vanno dal battito cardiaco alla respirazione, fino alla gestione delle emozioni e del comportamento alimentare. Nel contesto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA), lo studio dei neurotrasmettitori è cruciale per comprendere le basi biologiche della fame, della sazietà e del desiderio compulsivo di cibo.

Meccanismo d’azione e sinapsi

La trasmissione dei segnali avviene in punti di contatto specializzati definiti sinapsi. Quando un impulso nervoso raggiunge il terminale di un neurone, i neurotrasmettitori vengono rilasciati nello spazio sinaptico e si legano a recettori specifici sulla cellula ricevente. Questo processo può avere due effetti principali :

  • Effetto eccitatorio : il neurotrasmettitore stimola la cellula ricevente a generare un nuovo impulso nervoso.
  • Effetto inibitorio : il neurotrasmettitore riduce la probabilità che la cellula ricevente si attivi, favorendo la calma e la stabilità del sistema.

Una volta completata la loro funzione, i neurotrasmettitori devono essere rimossi dallo spazio sinaptico attraverso meccanismi di degradazione enzimatica o di riassorbimento (reuptake), per evitare una stimolazione eccessiva o prolungata dei circuiti neurali.

I principali neurotrasmettitori e il comportamento alimentare

Diverse molecole giocano un ruolo determinante nella regolazione del rapporto con il cibo. Le alterazioni nei loro livelli o nella sensibilità dei recettori possono contribuire all’insorgenza di sintomi tipici dei disturbi alimentari. Tra i più rilevanti troviamo :

  • Serotonina : nota come l’ormone del buonumore, regola il sonno, l’appetito e l’umore. Bassi livelli di serotonina sono spesso associati a una ricerca compulsiva di carboidrati e a comportamenti tipici della bulimia nervosa o del binge eating, poiché il corpo tenta di alzare i livelli di questo neurotrasmettitore attraverso il cibo.
  • Dopamina : è il fulcro del sistema di ricompensa del cervello. Viene rilasciata quando proviamo piacere, inclusa l’assunzione di cibi gustosi o ipercalorici. Nei disturbi alimentari, il circuito della dopamina può risultare alterato, portando a una dipendenza dal cibo o, al contrario, a una riduzione del piacere che spinge a restrizioni estreme.
  • Noradrenalina : coinvolta nella risposta allo stress e nella vigilanza, influenza la capacità del corpo di bruciare calorie e può stimolare la cosiddetta fame da stress, spingendo verso snack dolci o salati per gestire tensioni emotive.
  • GABA (acido gamma-amminobutirrico) : è il principale neurotrasmettitore inibitorio. Aiuta a ridurre l’ansia e a mantenere il rilassamento. Squilibri nel sistema GABAergico possono rendere più difficile la gestione dell’impulsività legata alle abbuffate.
  • Glutammato : principale neurotrasmettitore eccitatorio, è essenziale per l’apprendimento e la memoria, ma un suo eccesso può risultare tossico per le cellule nervose.

Neuroplasticità e recupero

È importante sottolineare che il sistema dei neurotrasmettitori non è statico. Grazie alla neuroplasticità, il cervello ha la capacità di riorganizzarsi e adattarsi. Attraverso percorsi di cura multidisciplinari, che integrano la terapia cognitivo-comportamentale e, quando necessario, il supporto farmacologico, è possibile riequilibrare questi messaggeri chimici. Il trattamento mira a migliorare la regolazione emotiva e a stabilizzare i segnali biologici di fame e sazietà, permettendo alla persona di ricostruire un rapporto sano e consapevole con l’alimentazione e con il proprio corpo.

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