L’abbuffata compulsiva, espressione clinica del Binge Eating Disorder (BED) o disturbo da alimentazione incontrollata, rappresenta uno dei comportamenti più complessi e sofferti nell’ambito dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Non si tratta di una semplice golosità o di un eccesso alimentare sporadico legato a una festività, ma di un vero e proprio episodio psicopatologico caratterizzato da una specifica fenomenologia. L’essenza dell’abbuffata risiede nella perdita di controllo: la persona sente di non poter smettere di mangiare o di non poter gestire la qualità e la quantità di ciò che sta assumendo.
Secondo i criteri internazionali, un’abbuffata compulsiva deve presentare due elementi fondamentali che si manifestano simultaneamente :
Perché l’abbuffata sia classificata come sintomo di un disturbo clinico, l’episodio deve essere accompagnato da almeno tre delle seguenti caratteristiche :
Un errore comune è confondere l’abbuffata compulsiva con la bulimia nervosa. La distinzione principale risiede nelle cosiddette condotte di compenso. Mentre nella bulimia l’episodio iperfagico è seguito da tentativi di “annullare” le calorie introdotte (tramite vomito autoindotto, uso di lassativi, diuretici o esercizio fisico estremo), nell’abbuffata compulsiva tipica del BED queste manovre sono assenti. Questo porta spesso a una condizione di sovrappeso o obesità, sebbene il disturbo possa colpire anche individui normopeso. Il disagio psicologico, tuttavia, è identico : la sofferenza non è legata al peso in sé, ma al fallimento percepito nel controllo del proprio comportamento alimentare.
L’eziologia dell’abbuffata compulsiva è multifattoriale e coinvolge diversi piani :
Guarire dalle abbuffate compulsive è possibile attraverso un approccio multidisciplinare. La terapia d’elezione è la terapia cognitivo-comportamentale migliorata (CBT-E), che lavora sulla regolarizzazione dei pasti e sulla gestione delle emozioni. In alcuni casi, può essere utile l’integrazione con una terapia farmacologica, come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), per stabilizzare l’umore e ridurre la frequenza degli impulsi. Il percorso di cura mira non solo alla cessazione delle abbuffate, ma alla ricostruzione di un rapporto sereno con il cibo e con la propria immagine corporea.
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