La cheratosi pilare, nota popolarmente anche con il termine di pelle di pollo, è una condizione cutanea benigna ed estremamente comune che si manifesta con la comparsa di piccoli rilievi ruvidi in corrispondenza dei follicoli piliferi. Sebbene in ambito dermatologico generale sia considerata un disturbo puramente estetico e privo di rischi per la salute, nel contesto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DCA) assume una rilevanza clinica significativa, poiché può rappresentare un indicatore visibile di stati di malnutrizione o carenze specifiche legate a condotte alimentari restrittive.
Questa condizione si presenta tipicamente come un insieme di minuscole papule follicolari, puntiformi e talvolta arrossate, che conferiscono alla pelle una consistenza simile a quella della carta vetrata. Le zone maggiormente interessate sono :
I rilievi sono solitamente indolori e non pruriginosi, tranne nei casi in cui la pelle sia eccessivamente secca. La diagnosi è prettamente visiva e si basa sull’osservazione della distribuzione delle lesioni e sulla loro caratteristica rugosità al tatto.
L’eziologia della cheratosi pilare risiede in un’eccessiva produzione di cheratina, una proteina protettiva della pelle. Quando questa si accumula, va a formare un tappo solido che ostruisce l’apertura del follicolo pilifero, impedendo al pelo di fuoriuscire correttamente. Sebbene esista una forte componente genetica ereditaria, diversi fattori legati alla nutrizione possono scatenare o aggravare la condizione :
Non esiste una cura definitiva per la cheratosi pilare, ma la condizione tende a migliorare spontaneamente con l’età e con l’esposizione solare durante l’estate. Tuttavia, per gestire i sintomi e migliorare l’aspetto estetico, l’approccio deve essere multidisciplinare :
Dal punto di vista dermatologico, è utile l’impiego di creme idratanti ed emollienti contenenti agenti cheratolitici come l’urea, l’acido lattico o l’acido salicilico, che aiutano a sciogliere i tappi di cheratina. È fondamentale evitare scrub meccanici troppo aggressivi che potrebbero irritare ulteriormente l’area.
Dal punto di vista nutrizionale, che è il fulcro nel trattamento dei DCA, il ripristino di un’alimentazione bilanciata è il rimedio più efficace a lungo termine. La reintroduzione di grassi sani e alimenti ricchi di micronutrienti permette alla pelle di ritrovare la sua elasticità e di regolarizzare i processi di cheratinizzazione. In ambito clinico, il monitoraggio della pelle può servire come parametro indiretto per valutare l’aderenza al piano di riabilitazione nutrizionale e il miglioramento dello stato di salute generale del paziente.
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