Il movimento della body positivity ? nato con l’obiettivo nobile di promuovere l’accettazione di tutti i corpi, indipendentemente da taglia, forma, colore della pelle o abilit? fisica. Nel contesto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DCA), questo approccio ha cercato di scardinare gli standard estetici irreali imposti dalla societ? e dai social media, proponendo un modello basato sull’amore incondizionato per la propria immagine. Tuttavia, per chi soffre di una patologia alimentare, questo concetto pu? presentare delle criticit? profonde e, talvolta, paradossali.
La body positivity ? un movimento sociale che invita le persone a sviluppare una relazione positiva con il proprio aspetto esteriore. I suoi principi cardine includono :
Sebbene questo messaggio sia estremamente potente per la popolazione generale, nell’ambito clinico dei disturbi alimentari, l’imperativo di “dover amare il proprio corpo” pu? trasformarsi in un ulteriore peso psicologico.
Per un paziente che sta affrontando un percorso di cura per l’anoressia, la bulimia o il binge eating disorder, la richiesta di provare amore verso il proprio corpo pu? risultare irraggiungibile o addirittura colpevolizzante. Uno dei limiti principali ? la cosiddetta positivit? tossica : la pressione esterna a dover mostrare felicit? e apprezzamento estetico anche quando il vissuto interno ? di profondo disagio o repulsione. Questo pu? portare a :
Proprio a causa di questi limiti, molti specialisti preferiscono oggi il concetto di body neutrality. A differenza della body positivity, la neutralit? non richiede di amare il proprio corpo, ma di accettarlo come lo strumento che ci permette di vivere. In questa prospettiva, il corpo non ? un oggetto da valutare (positivamente o negativamente), ma un veicolo funzionale. Questo approccio ? spesso pi? sostenibile per chi soffre di DCA perch? :
In conclusione, sebbene la body positivity abbia il merito di aver decolonizzato gli standard di bellezza, nel trattamento dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione deve essere maneggiata con cura. L’obiettivo terapeutico non ? necessariamente arrivare ad “amare allo specchio” ogni centimetro di s?, ma raggiungere uno stato di pace e rispetto verso il proprio corpo, liberando la mente dall’ossessione per l’immagine corporea per tornare a investire le proprie energie nella vita sociale, affettiva e professionale.
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