Nel contesto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DCA) e del disturbo da dismorfismo corporeo, il termine body avoiding si riferisce a un insieme di comportamenti protettivi messi in atto per evitare il contatto visivo, tattile o mentale con il proprio corpo o con parti specifiche di esso. Sebbene meno discusso rispetto al suo opposto, il body checking (il controllo ossessivo del corpo), il body avoiding rappresenta una manifestazione altrettanto significativa della sofferenza psicologica legata all’immagine corporea.
L’evitamento del corpo è una strategia di coping disfunzionale utilizzata per gestire l’intensa ansia, il disgusto o il senso di colpa che la persona prova nei confronti della propria fisicità. Invece di monitorare costantemente ogni variazione di peso o forma, l’individuo cerca di “cancellare” la presenza del corpo dalla propria consapevolezza quotidiana. Questo comportamento non è indice di una mancanza di interesse per l’aspetto fisico : al contrario, nasce da una ipervalutazione del peso e della forma del corpo così estrema che l’unico modo per tollerare l’angoscia è evitare qualsiasi stimolo che possa richiamare l’attenzione sulla propria immagine.
Il body avoiding può declinarsi in numerose forme, che variano da sottili abitudini quotidiane a vere e proprie limitazioni della libertà personale. Tra i comportamenti più frequenti troviamo :
È fondamentale comprendere che body checking e body avoiding non si escludono a vicenda. Spesso, la persona oscilla tra i due estremi : può trascorrere ore a controllare minuziosamente un presunto difetto (controllo) per poi passare giorni a nascondersi completamente (evitamento) dopo aver percepito un fallimento nel raggiungimento dei propri standard ideali. Entrambi i comportamenti alimentano il medesimo circolo vizioso : impediscono una percezione realistica e globale di sé, mantenendo l’attenzione focalizzata su una visione distorta e frammentata del corpo.
Sebbene l’evitamento possa offrire un sollievo momentaneo dall’ansia, a lungo termine è estremamente controproducente per diverse ragioni :
Il trattamento d’elezione per superare il body avoiding è la terapia cognitivo-comportamentale migliorata (CBT-E). Una delle tecniche più efficaci è l’esposizione graduale, che può includere la mirror exposure (esposizione allo specchio). Sotto la guida di uno specialista, la persona impara a osservare il proprio corpo in modo oggettivo e non giudicante, riducendo gradualmente l’uso di abiti coprenti e riprendendo le attività sociali precedentemente evitate. L’obiettivo non è necessariamente “amare” il proprio corpo, ma normalizzare il rapporto con esso, togliendogli il potere di determinare interamente il valore personale e la qualità della vita.
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