L’albumina è la principale proteina presente nel plasma sanguigno, prodotta esclusivamente dal fegato. Essa rappresenta circa il 50-60% delle proteine totali circolanti e svolge funzioni biologiche vitali per il mantenimento dell’equilibrio dell’organismo. Nel contesto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA), il monitoraggio dei livelli di albumina è un passaggio clinico fondamentale: essa funge infatti da indicatore dello stato nutrizionale e della gravità della malnutrizione proteica, aiutando i medici a valutare l’impatto fisico della malattia e il rischio di complicanze sistemiche.
Questa proteina non è solo un “mattone” strutturale, ma un vero e proprio motore fisiologico che assolve a compiti specifici:
L’ipoalbuminemia, ovvero la condizione di albumina bassa nel sangue, è frequente nelle fasi avanzate dell’anoressia nervosa o in stati di grave restrizione alimentare. Bisogna sottolineare che, inizialmente, il corpo può mantenere livelli normali di albumina attingendo alle riserve muscolari. Tuttavia, quando la malnutrizione diventa cronica o severa, la capacità di sintesi del fegato crolla, portando a una riduzione dei livelli sierici.
I sintomi legati a questa carenza includono:
Il trattamento dell’ipoalbuminemia nei disturbi alimentari passa necessariamente attraverso la rialimentazione guidata. In casi di emergenza medica, con presenza di gravi edemi o shock, può essere necessaria la somministrazione di albumina per via endovenosa per ripristinare temporaneamente il volume plasmatico, sebbene la soluzione definitiva risieda nel recupero di un adeguato apporto proteico e calorico giornaliero.
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