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Albumina

L’albumina è la principale proteina presente nel plasma sanguigno, prodotta esclusivamente dal fegato. Essa rappresenta circa il 50-60% delle proteine totali circolanti e svolge funzioni biologiche vitali per il mantenimento dell’equilibrio dell’organismo. Nel contesto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA), il monitoraggio dei livelli di albumina è un passaggio clinico fondamentale : essa funge infatti da indicatore dello stato nutrizionale e della gravità della malnutrizione proteica, aiutando i medici a valutare l’impatto fisico della malattia e il rischio di complicanze sistemiche.

Le funzioni principali dell’albumina

Questa proteina non è solo un “mattone” strutturale, ma un vero e proprio motore fisiologico che assolve a compiti specifici :

  • Pressione oncotica : l’albumina è la principale responsabile del mantenimento dei liquidi all’interno dei vasi sanguigni. Grazie alla sua capacità di trattenere l’acqua, impedisce che questa fuoriesca nei tessuti circostanti evitando la formazione di edemi.
  • Trasporto di sostanze : agisce come un trasportatore universale, legando a sé e veicolando nel sangue ormoni, vitamine, acidi grassi, farmaci e ioni come il calcio.
  • Potere antiossidante : contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, contrastando l’azione dei radicali liberi nel plasma.
  • Sistema tampone : aiuta a mantenere stabile il pH del sangue, garantendo un ambiente biochimico idoneo alla vita.

Albumina bassa e disturbi alimentari

L’ipoalbuminemia, ovvero la condizione di albumina bassa nel sangue, è un reperto frequente nelle fasi avanzate dell’anoressia nervosa o in stati di grave restrizione alimentare. È importante sottolineare che, inizialmente, il corpo può mantenere livelli normali di albumina attingendo alle riserve muscolari. Tuttavia, quando la malnutrizione diventa cronica o severa, la capacità di sintesi del fegato crolla, portando a una riduzione dei livelli sierici.

I sintomi legati a questa carenza includono :

  • Edema periferico : il gonfiore alle caviglie, alle gambe o intorno agli occhi è causato proprio dalla perdita di pressione oncotica.
  • Ascite : l’accumulo di liquidi nella cavità addominale.
  • Debolezza muscolare : derivante dal catabolismo delle proteine corporee.
  • Affaticamento cronico : dovuto allo squilibrio metabolico e al ridotto trasporto di nutrienti.

Significato clinico e monitoraggio

In ambito medico, l’albumina è considerata un marker di fragilità. Valori inferiori a 3,5 g/dL indicano generalmente una malnutrizione lieve o moderata, mentre valori sotto i 2,4-3,0 g/dL segnalano una malnutrizione grave che richiede interventi clinici immediati. Oltre alla causa nutrizionale, livelli bassi possono indicare patologie epatiche, dove il fegato non produce più la proteina, o patologie renali (come la sindrome nefrosica), dove la proteina viene persa attraverso le urine.

Il trattamento dell’ipoalbuminemia nei disturbi alimentari passa necessariamente attraverso la rialimentazione guidata. In casi di emergenza medica, con presenza di gravi edemi o shock, può essere necessaria la somministrazione di albumina per via endovenosa per ripristinare temporaneamente il volume plasmatico, sebbene la soluzione definitiva risieda nel recupero di un adeguato apporto proteico e calorico giornaliero.

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