La bulimia nervosa ? un complesso disturbo della nutrizione e dell’alimentazione caratterizzato da una tendenza ciclica che alterna episodi di abbuffate incontrollate a condotte di compenso volte a prevenire l’aumento di peso. In ambito clinico, questo disturbo viene spesso suddiviso in due sottotipi principali : la bulimia nervosa purgativa e la bulimia nervosa non purgativa. Sebbene la diagnosi moderna tenda a unificare queste manifestazioni sotto l’unico cappello della bulimia nervosa, comprendere la distinzione tra le diverse condotte compensatorie ? fondamentale per inquadrare correttamente il vissuto del paziente e i relativi rischi per la salute.
Il nucleo centrale della bulimia, indipendentemente dal sottotipo, ? l’episodio bulimico. Un’abbuffata non ? semplicemente un pasto abbondante, ma deve soddisfare criteri precisi :
Questi episodi sono solitamente accompagnati da intensi sentimenti di vergogna, colpa e disgusto verso se stessi, che spingono l’individuo a nascondere il comportamento e a cercare soluzioni immediate per “annullare” l’introito calorico.
Il sottotipo purgativo ? la forma pi? conosciuta e frequente. In questo caso, la persona cerca di eliminare fisicamente il cibo dal corpo subito dopo l’abbuffata. I metodi pi? comuni includono :
Le complicazioni fisiche di questa forma sono spesso evidenti : erosione dello smalto dentale dovuta ai succhi gastrici, ingrossamento delle ghiandole parotidi, squilibri elettrolitici e possibili lesioni all’esofago.
Nella variante non purgativa, l’individuo mette in atto comportamenti di compenso che non prevedono l’espulsione immediata e fisica del cibo, ma mirano a bruciare le calorie introdotte o a compensarle con restrizioni successive. Le condotte principali sono :
Sebbene questo sottotipo possa sembrare meno “visibile”, il carico psicologico e il rischio di danni organici, come l’affaticamento cardiaco e la malnutrizione, restano estremamente elevati.
Ci? che accomuna entrambe le forme ? l’eccessiva influenza che il peso e la forma del corpo hanno sull’autostima della persona. Il cibo viene utilizzato come uno strumento per gestire emozioni intollerabili, creando un circolo vizioso tra restrizione, abbuffata e colpa. Il trattamento d’elezione ? la terapia cognitivo-comportamentale migliorata (CBT-E), che mira a stabilizzare l’alimentazione, ridurre le condotte compensatorie e lavorare sulle cause profonde dell’insoddisfazione corporea.
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